Il Tirreno

Grosseto

In tre anni 23 milioni per i depuratori

di Gabriele Baldanzi
In tre anni 23 milioni per i depuratori

Acquedotto del Fiora annuncia il piano per la provincia: «Così abbiamo evitato le sanzioni e preservato l’ambiente»

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GROSSETO. Per la depurazione, in provincia di Grosseto, Acquedotto del Fiora spenderà nel quadriennio 2014-2017 oltre 23 milioni di euro, con i quali la società si prepara a superare gli attuali 510.000 abitanti serviti in tutta l’area di competenza (le province di Siena e Grosseto). Oltre mezzo milione di persone che equivalgono al 94 per cento dell’intera utenza, a fronte di una media nazionale di circa il 70 per cento.

Ieri, nella sede di via Mameli, a Grosseto, il presidente Tiberio Tiberi e l’amministratore delegato Aldo Stracqualursi hanno dettagliato gli interventi effettuati e quelli in programma per quanto riguarda, appunto, la cosiddetta collettazione fognaria e la depurazione delle acque reflue.

Un po’ come accade per i rifiuti, anche per la depurazione ci sono parametri da rispettare, imposti da Bruxelles. Chi è fuori paga. «Il nostro territorio – spiega il presidente di Acquedotto del Fiora, Tiberio Tiberi – ha evitato le sanzioni europee per il 2016, contravvenzioni che nello scorso mese di novembre hanno colpito diverse regioni italiane per un ammontare complessivo di oltre 600 milioni». Insomma, passarla liscia non era scontato.

«Il piano di investimenti 2014-2017 è incentrato soprattutto sulla depurazione ed è in fase di realizzazione in sinergia con le amministrazioni locali – ha sottolineato l’ad Aldo Stracqualursi – se da un lato dobbiamo evitare le sanzioni e offrire un costante miglioramento del servizio ai cittadini, dall’altro c’è anche una mission più alta: garantire e preservare i luoghi in cui operiamo e viviamo, spesso di notevole pregio paesaggistico e volano per il turismo e l’agricoltura di qualità».

In provincia di Grosseto questa ragionamento vale al cubo. Tra Maremma e Amiata, la società Acquedotto del Fiora ha in carico oltre 1.418 chilometri di rete e 172 impianti di depurazione e fosse Imhoff. All’oggi restano da depurare 351 scarichi per circa 32.000 abitanti. Di questi, 22 scarichi (compresi tra 200 e 2.000 abitanti equivalenti) saranno sottoposti a trattamento di depurazione entro il 2021, come previsto dalla normativa regionale concordata con la Commissione Europea; i restanti 329, invece, risultano al di sotto dei 200 abitanti e quindi non necessitano in teoria di interventi strutturali.

«A seguito di valutazioni tecniche, però – precisa ancora Tiberi – una parte di questi scarichi potrebbe essere comunque oggetto di interventi. Per tutti saranno garantite misure di controllo e manutenzione volte a monitorare eventuali criticità ambientali e/o sanitarie». Praticamente negli ultimi anni tutti i Comuni sono stati coinvolti (o lo saranno) da interventi di adeguamento degli impianti e di potenziamento e consolidamento della rete fognaria. «L’unico impianto di depurazione con la relativa rete che non gestisce Acquedotto del Fiora – sono ancora parole di Tiberi – è quello che collega le stazioni di sollevamento di Monte Argentario e Orbetello, che l’ex commissario delegato al risanamento della Laguna di Orbetello affidò a suo tempo alla società Integra».

Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche lasindaca di Civitella Paganico Alessandra Biondi, l’assessore comunale di Gavorrano Giorgia Bettaccini e l’assessore di Roccastrada Bruno Medda.

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