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Grosseto

«Ci sono tante telefonate ma spiegabili E Francesca non temeva di morire»

«Sì, ci sono tante telefonate - ammette l’avvocato Lottini - 435 tra giugno e novembre 2013, nel solo ottobre 135, di cui 75 senza risposta. Sono tante ma c’è una spiegazione: c’era stata l’alluvione...

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«Sì, ci sono tante telefonate - ammette l’avvocato Lottini - 435 tra giugno e novembre 2013, nel solo ottobre 135, di cui 75 senza risposta. Sono tante ma c’è una spiegazione: c’era stata l’alluvione nei terreni vicini, tra Bilella e Benetti c’era un contenzioso sulla gestione del podere. E comunque quel numero va scremato». L’avvocato Lottini nota incongruenze nei tabulati, come due chiamate verso lo stesso numero partite nel giro di 4 secondi. E cosa diceva Bilella? «Ce lo dice lo stesso Lido Volpi: “a volte chiamava 2-3 volte al giorno, per delle bischerate”». Ci sono altri elementi per dichiarare l’esistenza degli atti persecutori nei confronti di Francesca? «Scotto stesso ci dice Benetti non aveva paura di essere uccisa. E non avevano detto che loro due stavano insieme non perché avevano paura della reazione di Bilella ma perché non volevano dirlo. Non ci sono alterazioni delle condizioni di vita. Bilella non sapeva nulla delle intenzioni di Benetti di mandarlo via». Anche un passaggio sul numero del centro antiviolenza segnato alla lettera “T” nell’agenda di Francesca: «Lì non perché alla T come Turiddu, il soprannome di Bilella, ma perché in quella pagina c’è anche la S di stalking e la V di violenza». (p.s.)

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