Il Tirreno

Grosseto

Appiccava le fiamme e restava a guardare

di Francesca Gori
Appiccava le fiamme e restava a guardare

Arrestato l’uomo diventato l’incubo degli abitanti di Barbanella

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GROSSETO. Appiccava le fiamme alle auto e agli scooter parcheggiati lungo la strada o sotto leggo dei palazzi che raggiungeva a piedi, da casa sua. Poi si dileguava e pochi minuti dopo l’arrivo dei vigili del fuoco, dei carabinieri o della polizia e dei curiosi, si ripresentava sul luogo dell’incendio. Guardava i pompieri all’opera, seguiva con discrezione i rilievi dei carabinieri, chiuso nel suo giubbotto nero. Viveva quasi sotto traccia, Lucio Pagliucoli, 42 anni, accusato di essere il piromane di Barbanella. I carabinieri del nucleo investigativo che hanno seguito i suoi momenti negli ultimi mesi gli attribuiscono l’incendio di 25 auto, di 8 scooter, di una moto Bmw e di una bicicletta. Tutte nel triangolo di Barbanella. Via Ada Negri, via Manzoni, via Bembo, via Vanni, solo per citarne alcune.

Due giorni fa i carabinieri, coordinati dalla Procura, sono andati a notificargli un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto. Pagliucoli era già agli arresti domiciliari, dopo essere stato preso per un tentativo di incendio ad Arezzo: da ottobre infatti, l’incubo era finito. Il quarantaduenne era ai domiciliari dove resterà in attesa di processo.

I carabinieri del nucleo investigativo lo hanno braccato per mesi e a maggio dell’anno scorso lo avevano anche trovato, dopo aver ricevuto la segnalazione da parte di un uomo che passava da Barbanella, proprio mentre cercava di appiccare le fiamme a un’utilitaria. Era accovacciato davanti alla ruota anteriore, aveva in mano un accendino e un innesco. Fu fermato dai militari che lo denunciarono per incendio doloso. Di lui, da allora, si erano perse le tracce ritrovate solo qualche settimana dopo ad Arezzo, dove aveva tentato di incendiare due ristoranti: a tradirlo erano state le immagini degli impianti di sorveglianza di alcuni negozi che si trovavano davanti ai locali e le indagini della squadra mobile avevano chiuso il cerchio intorno all’uomo.

A Grosseto, invece, gli incendi sono andati avanti. Sempre nella stessa zona e sempre con la stessa modalità: secondo le indagini dei carabinieri Pagliucoli sceglieva le utilitarie, auto di piccole dimensioni con elementi della carrozzeria in plastica più facili da bruciare.

Poi, dopo aver cosparso di benzina i copertoni degli pneumatici, appiccava le fiamme con un accendino. E mentre il rogo si sprigionava e cominciava a mangiare la carrozzeria, lui si allontanava per ricomparire poco dopo e guardare l’incendio distruggere le vetture. Non solo: i carabinieri, coordinati dalla Procura, hanno anche attribuito a Pagliucoli l’incendio di 8 scooter e di una moto Bmw. E una volta, tanto per cambiare obiettivo, se la sarebbe presa con una bicicletta, distrutta dal fuoco.

Incendi che per quasi due anni sono stati l’incubo delle famiglie che abitano nei palazzi di Barbanella.

Molti di loro sono stati costretti a comprare una nuova auto e qualcuno si è anche trovato con i vetri del portone esplosi a causa degli incendi o con la facciata del palazzo da sistemare, annerita dal fumo e dalle fiamme.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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