Toscana
A Cinigiano si inaugura il nuovo Polo tecnologico
Parata di ospiti per il varo del 29 febbraio. Acquistati macchinari per cinque milioni di euro. La tanta aspettativa e le grandi prospettive
CINIGIANO. Il conto alla rovescia è cominciato e le aspettative sono di altissimo livello. «Oserei dire di livello europeo» azzarda l’imprenditore e capofila del consorzio Certema Fosco Tosti. Tutto è pronto per il taglio del nastro, lunedì 29 febbraio. E chissà che stavolta l’annuncio infausto del vecchio proverbio “anno bisesto anno molesto” non finisca alle ortiche. D’altra parte l’occasione è d’oro. Dopo nove anni di tira e molla con la crisi che ha fatto danni ovunque e una spending review dettata dai governi nazionali e dall’Europa che blocca continuamente gli investimenti pubblici, stavolta a Cinigiano provano a fare le cose in grande. Il 29 febbraio, appunto, si inaugura il laboratorio tecnologico multifunzionale di Borgo Santa Rita. Arriveranno per l’occasione l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, il rettore del Sant’Anna di Pisa Pierdomenico Perata, la deputata del Pd Maria Chiara Carrozza. Non mancheranno all’appuntamento il presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il sindaco di Cinigiano Romina Sani. E chissà che non faccia una capatina Leonardo Marras, l’ex presidente della Provincia ora capogruppo Pd in consiglio regionale, che si è dato tanto da fare negli anni scorsi.
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Invertire la tendenza. L’obiettivo del polo è ambizioso: diventare in dieci anni il centro di riferimento nazionale e internazionale per la sperimentazione e l’innovazione tecnologica in una marea di settori strategici per l’economia del futuro: dalla chimica alla meccanica, dalla domotica alla robotica. Per non parlare delle rinnovabili, la nautica, i materiali compositi, l’automazione, l’elettromeccanica e le scienze della vita. «Vogliamo attrarre aziende anche da fuori regione – spiega il coordinatore del progetto Stefano Petrella, ingegnere – in modo da fare rete con quelle del territorio, a partire dalle sei del consorzio, e stimolare la produzione manufatturiera anche della sub-fornitura che inverta la tendenza di tutta la zona». Di strada da fare ce n’è ancora tanta. Gli studi dell’Irpet marchiano la provincia di Grosseto con il bollino nero dell’area più povera della Toscana in compagnia di Massa Carrara. «Da queste parti ci sono più pecore che persone», dice tra il serio e il faceto Petrella, «ma, a parte le battute, le aziende che abbiamo messo insieme possono davvero porre le basi per vivere e prosperare non solo di agricoltura e turismo, ma anche di manifattura di alta qualità». E le premesse per fare bene ci sono tutte. Vediamole.
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Cosa c’è a Cinigiano. Il polo tecnologico di Borgo Santa Rita è ospitato in un edificio di 2.000 metri quadrati messo a disposizione dal consorzio Certema. Le attrezzature e le strumentazioni sono all’avanguardia. I laboratori sono dotati di un microscopio a scansione elettronica, possiedono dei macchinari di ultima generazione per controllare le emissioni in atmosfera, una camera climatica, una stampante 3D per produrre oggetti in metallo e tutta la strumentazione per costruire una macchina industriale. Insomma. Un polo di attrazione dove venire a fare ricerca da tutto il mondo, mettere in piedi dei prototipi e magari pensare a qualcosa di innovativo da produrre con le aziende della zona. Sono quattro gli addetti ai macchinari. Ma si possono moltiplicare fino a 250. Tanti quanti sono i dipendenti di tutte le imprese che fanno parte di Certema. La Tosti srl, Roggi srl, Opus Automazione spa, Kelly – Officina autoelettrica, Femto srl, Datapos srl. Le prime quattro sono grossetane. Le ultime due vengono dal Fiorentino.
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Primi segnali positivi. Le ditte che hanno già fatto domanda per l'utilizzo delle attrezzature sono: Biesse Wood Division di Pesaro, Dythec Automotive di Torino. Ma si è mossa anche l'Università La Sapienza di Roma - Dipartimento di Scienze della Terra e l’Università di Pisa, stesso dipartimento. «Oltre a altre collaborazioni che abbiamo in essere – spiega Petrella - con l’Ingv (con il quale partecipiamo alla presentazione di un Prin sul rilevamento dell’inquinamento atmosferico nelle zone urbane) e con la Scuola Superiore Sant’Anna. Mentre sono in fase di avvio e valutazione altre proposte di collaborazione con il Cern e l’Enel». Da ricordare che l’investimento complessivo è da cinque milioni di euro per l’acquisto dei macchinari, di cui tre milioni e 800.000 sono stati finanziati dalla Regione, un milione e 187.000 euro con fondi Cipe (ministero dello Sviluppo economico) e 12.000 euro dalla Provincia. Mentre il Sant’Anna fornirà ricercatori e dottorandi.
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