Il Tirreno

Grosseto

Sfondano la vetrina del bar Bristol

Francesca Gori
Sfondano la vetrina del bar Bristol

Grosseto, la rabbia del proprietario: "Un tentativo di furto o un attacco vandalico: la politica deve dare risposte certe ai giovani"

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GROSSETO. Che il vetro del suo bar sia stato sfondato per cercare di entrare all’interno e rubare i soldi della cassa o le bottiglie dei liquori, Paolo Pasquinelli non ne ha certezza. Certo è che i segni di un tentativo di furto ci sono tutti: il vetro trasformato in una ragnatela, le porte forzate, un divanetto di vimini che era all’esterno del locale che si affaccia su piazza Fabbrini e che guarda da non troppo lontano il tribunale, sparito. Ma il ragionamento del titolare spazia attraverso una lettura completamente differente dal solito rispetto a quello che è accaduto nella notte tra sabato e domenica, giorno di chiusura del locale.

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«Potrebbero essere venuti qui per rubare - spiega - o potrebbe essere stato anche un atto vandalico. Quello che più dispiace però è vedere una città come la nostra ridotta in questo modo, senza prospettive e soprattutto senza futuro per i giovani».

Il ragionamento di Pasquinelli è un insieme di concetti che non fanno una grinza. «Abbiamo smesso di organizzare le serate qui al locale perché potevamo tranquillamente campare anche senza - dice - ma anche perché le norme sono diventate sempre più restrittive per chi lavora nel campo della movida. E in questo modo abbiamo tolto qualcosa alla nostra città. Ci sono sempre meno posti dove i ragazzi possono ritrovarsi, ci sono intere zone di Grosseto diventate un dormitorio». E poi manca il lavoro, l’economia ristagna e ci sono sempre più persone che non hanno alcunché da perdere. «Quello che sta succedendo in città e che da un anno viene segnalato dal comitato Uniti per una Maremma migliore - dice - non riguarda solo la sicurezza ma ormai è diventata un’emergenza sociale della quale si deve occupare la politica. Chi amministrerà la nostra città dovrà avere uno sguardo d’insieme su queste cose, non si può gestire un Ente come se fosse un condominio».

I furti, nonostante che i dati dicano il contrario, sembrano essere ormai all’ordine del giorno. Ma una distinzione deve essere fatta: c’è differenza tra chi entra in un appartamento senza curarsi che in casa ci siano i proprietari e chi invece ruba gli spiccioli dei distributori di merendine in biblioteca. Ladri, criminali, i primi. Disperati o poco più i secondi. «Se non si parte dal rilancio dell’economia - dice ancora il proprietario del Bristol - la nostra città rischia di restare indietro rispetto alle sue potenzialità. La ricetta alla quale dovrebbero pensare i candidati alle prossime elezioni è questa». Gli imprenditori la loro parte l’hanno fatta investendo nelle proprie attività. «Ma quello che ancora oggi sembra non essere ancora chiaro - dice - è che spesso siamo costretti ad arrenderci di fronte a norme e regolamenti che limitano le attività come la nostra e che invece sarebbero anche funzionali per vivacizzare alcune zone della città e dare delle alternative ai più giovani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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