La manifestazione
Economia, la ripresa ancora non c’è
Lo dicono gli ultimi dati di Infocamere. Breda: «Dinamiche positive ma senza inversione di tendenza»
GROSSETO. Eppur si muove, come si suole dire. Nel 2015 le imprese grossetane hanno manifestano un certo dinamismo. Quella che gli esperti chiamano in gergo “la dinamica” delle imprese ha rilevato un’inversione: dal negativo al positivo, grazie soprattutto alle performance che ci sono state nella seconda parte dell’anno. Insomma, dal terreno del meno si passa a quello del più.
È il quadro che disegna Infocamere, società consortile del sistema camerale, che ha mappato come il sistema imprese maremmano si è “comportato”nel quarto trimestre 2015 e più in generale nel decorso anno. I dati sono stati poi elaborati dall’ufficio studi della Camera di Commercio di Grosseto.
«Più che di una ripresa – commenta il presidente Riccardo Breda – si può parlare di un affievolirsi della crisi, che tuttavia permane in molti settori e strutture produttive della nostra economia. Alcuni elementi di semplificazione e incentivazione che sono stati introdotti a livello nazionale possono avere influenzato positivamente alcune performance, ma siamo ancora lontani dall’uscita dalla crisi». L’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica, ha di recente addirittura valutato che la crisi stia pesando più nel Grossetano che altrove in Toscana.
Vediamo l’andamento nei principali settori. Si rinnova il calo, pur di intensità diverse, nei settori: commercio e delle costruzioni, la cui diminuzione trascina in negativo anche l’artigianato. Significativa eccezione dell’agricoltura che pare crescere nelle imprese giovanili grazie ad interventi di supporto esterno.
Continua il trend positivo delle società di capitale, mentre si registra una situazione stazionaria per quelle di persone e una marcata diminuzione per le imprese individuali.
Nella graduatoria decrescente tra le 10 province toscane, il tasso di crescita annuale posiziona Grosseto al quarto posto, superato nell'ordine da Livorno (0,99%), Firenze (0,96%) e Massa-Carrara (0,96%) mentre Siena e Lucca chiudono la classifica con valori prossimi allo zero.
I dati lasciano trasparire una situazione anche se positiva non particolarmente esaltante ed indicano, che la tanto attesa ripresa risulta ancora flebile, quasi impercettibile; e questo vale non solo per Grosseto.
Fatto 100 il totale delle imprese maremmane classificate, 33 appartengono al settore primario, 5,7 al settore manifatturiero (a fronte del 13,2% in Toscana), 12,4 alle costruzioni, 20 al commercio, 9,2 alberghi. è dalla tipicità del sistema che si deve ripartire. Che il manifatturiero, ad esempio, non sia un traino per la Maremma è cosa ormai assodata.
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