Sicurezza
«No al cemento, sì agli orti sociali»
Follonica, Rifondazione attacca il Comune sulla costruzione di un distributore al bivio Rondelli
FOLLONICA. No al cemento al di là dell’Aurelia, sì agli orti sociali. In questi giorni a Follonica gli operai sono al lavoro in un terreno a lato della strada provinciale, vicino al bivio Rondelli. In questo spazio prima verde sorgerà un distributore di benzina. L’intervento è iniziato da poco ma già non mancano le polemiche di chi non vuole assolutamente che il cemento superi la linea limite dell’Aurelia.
Tra questi Rifondazione comunista che, a causa di quel dogma, anni fa fu cacciata dalla giunta perché contraria alla costruzione del nuovo ippodromo nella campagna follonichese. «La realizzazione dell’impianto di distribuzione ripropone dopo alcuni anni lo stesso problema – dicono dal circolo follonichese – ovvero la tendenza dell’amministrazione a favorire il consumo del territorio senza una valutazione oggettiva delle reali necessità di Follonica. Tendenza che si verifica non solo al di là dell’Aurelia, ma anche sul territorio più specifico della città con autorizzazioni per la realizzazione di nuovi e numerosi edifici pur essendo a conoscenza della situazione abitativa della città ove abbondano gli appartamenti invenduti, le numerose seconde case utilizzate solo parzialmente in brevi periodi estivi e, nel contempo, la penuria di alloggi sociali per le giovani coppie o per chi non si può permettere onerosi acquisti. Molto più ragionevole sarebbe quindi destinare i terreni all’agricoltura, magari all’agricoltura sociale come già proposto e avviato in altri comuni della Toscana».
Perché non pensare alla creazione di orti sociali? La Regione Toscana ha previsto un finanziamento per tale progetto rivolto appunto alla apertura di spazi da coltivare da destinare a giovani, anziani o disoccupati. Ha preso parte al piano regionale anche la vicina Grosseto, Follonica invece ne è fuori. «L’amministrazione – sottolineano da Rifondazione – come in molte altre occasioni, latita anche se diverse richieste in tale senso sono giunte da più parti. In compenso destina terreni sottratti all’agricoltura ad altre attività che favoriscono solamente l’imprenditoria privata e disdegna totalmente qualsiasi funzione sociale. Ricordiamo infine che uno dei punti del nostro programma elettorale delle scorse elezioni era proprio quello della realizzazione degli orti sociali».
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