Il Tirreno

Grosseto

Contenziosi record 330 cause pendenti

di Elisabetta Giorgi

Argentario, tantissime pratiche legali tra Comune e privati Molte riguardano l’edilizia. E risalgono anche a 20 anni fa

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MONTE ARGENTARIO. Non sarà certamente presente una classifica italiana ma, se ci fosse, Monte Argentario potrebbe lottare tranquillamente per la vittoria. Il primato, non certo invidiabile, riguarda le cause legali in corso tra il Comune e i privati, che siano essi società o cittadini.

Sono 330 le pendenze in corso: di queste, 63 sono le cause civili al tribunale di Grosseto e al giudice di pace, 212 sono i ricorsi al Tar, 15 quelli al Consiglio di Stato e 40 quelli al presidente della Repubblica, divisi tra ricorsi amministrativi e citazioni in tribunale. Viene da pensare che le spese legali, per 330 cause, possano essere da capogiro. «Nulla di tutto questo», dice il segretario comunale Lucio Luzzetti riepilogando i successi da parte del Comune specialmente sull’edilizia (ordinanze di demolizione su abusi, ecc). «Mediamente se ne perde una ogni 30. Tutti questi procedimenti legali, però, non avvengono perché siamo litigiosi: se ci chiedono di fare una cosa che non si può fare, il Comune dice di no e quindi spesso si va a finire dinanzi al Tar».

È impossibile quantificare le spese legali che - continua lui - «comunque sono limitate; ci sono anche contenziosi di venti anni fa. In molti vengono condannati al pagamento delle spese legali verso il vincitore: in questo caso, come spesso avviene, il Comune».

Specialmente per i casi riguardanti il Tar, il tutto avviene tramite ricorsi scritti, con pagine e pagine di documenti presentati dagli avvocati.

Tra questi, l’amministrazione Cerulli si è prodigata nel tempo per querelle legate all’edilizia e agli abusi, alle concessioni demaniali e ai pontili, allo smantellamento delle casette in Feniglia, ma anche al Palombaro.

Per quanto riguarda l’ormai ex ristorante su palafitta situato alla Marinella, demolito alcuni mesi fa dal Comune, prosegue il contenzioso sul recupero dei costi di bonifica dell’area, circa 120 mila euro addebitati ai proprietari della struttura, i quali si sono opposti all’ordinanza impugnando di fronte al tribunale la richiesta del comune sulla restituzione della somma.

La prossima udienza è attesa per il prossimo mese di marzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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