Attenzione
Clelia Formiconi lancia la sfida
Ai candidati a sindaco offre un patto per il cambiamento: chi ci sta?
GROSSETO. Candidati a sindaco, c’è un invito per voi. Anzi, è quasi una sfida: ve la lancia Clelia Formiconi, psicologa sociale, insegnante, una lunga esperienza nel Terzo Settore. Avete non più di quattro settimane per decidere se firmare o meno una carta d’intenti per l’innovazione e lo sviluppo: potete dare la vostra disponibilità scrivendo all’e-mail della promotrice, cllfrm@libero.it. Occhio, parla di «innovazione vera», però. Per spiegare cosa intenda, la Formiconi cita Paolo Borghi, candidato alle primarie del centrosinistra, e il suo progetto “Smart Grosseto Fuori e dentro le Mura”, che prevede una sorveglianza intelligente (non solo video ma anche audio). Macché smart, «Il termine smart è quanto di meno credibile – dice la Formiconi – ci possa essere. Grosseto ha perso risorse e talenti: è una città in agonia». Per sterzare verso il cambiamento, secondo lei, ci vorrebbe altro. Intanto coglie l’occasione per presentare il Movimento Strada alla Vita di cui è coordinatrice: i due aspetti, del resto, sono legati a doppio filo.
Il modello. «Esiste un’agenda digitale – spiega – che parla di innovazione tecnologica, ma mi fa sorridere sentire che Grosseto diventerà smart perché aumenta il numero delle telecamere di videosorveglianza. Prima di parlare di cambiamento, bisogna parlare di metodo. Penso a un modello condiviso con cui non si parcellizzi ma si prende in considerazione il bisogno complessivo; un modello nel quale il Sociale venga ascoltato». La Carta d’Intenti che serve sul piatto ai candidati è un cosa si fa-come.
Le priorità. Leitmotiv del modello «dovrebbe essere – dice – la sostenibilità che tutela e valorizza l’ambiente: su questo siamo al punto zero». Qualità dell’aria, green economy, mobilità sostenibile, temi che non dovrebbero essere estranei a una terra che ha una natura preponderante come ce l’ha la Maremma.
Le proposte. «La mobilità sostenibile – dice – non sarebbe difficile da realizzare a Grosseto». Cita il caso di quei comuni – Milano come Rimini – che danno soldi (rimborsi) ai cittadini che lasciano l’auto in garage e vanno al lavoro con la due ruote. La Regione a cui ispirarsi? L’Emilia Romagna, che da anni investe per educare i cittadini a usare sistemi di mobilità a basso impatto ambientale lungo i percorsi casa-scuola e casa-lavoro, informandoli sui vantaggi. Ha un’altra richiesta Clelia Formiconi da inviare agli aspiranti sindaci: cambiare la delega dell’assessore al traffico in «assessore alla mobilità sostenibile» (variazione che non deve essere solo “nominale”) e prevedere nell’agenda dell’assessore alla cultura «anche la cultura della strada, che a Grosseto è assente». Lei da anni è in prima linea nella battaglia per i diritti delle vittime della strada. Coordinatrice del Movimento Strada alla Vita, ha presentato un progetto al ministro Stefania Giannini per far sì che l’educazione stradale diventi un insegnamento scolastico a tutti gli effetti: nelle scuole superiori (per cominciare), due ore la settimana, materia d’esame. Strada alla Vita ha una sede grossetana a Istia, in via della Vecchia Fonte 32. A giugno 2015 un protocollo d’intesa del Movimento è stato firmato da 60 associazioni italiane del Terzo Settore. Un buon inizio.
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