Il Tirreno

Grosseto

IL CASO

Avvocatessa vittima di uno stalker

di Pierluigi Sposato
Il Tribunale di Grosseto
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Il Tribunale di Grosseto

Grosseto: telefonate, cartoline, incontri a sorpresa per strada, shopping sul web e prenotazione di soggiorni a nome di lei. Lui è sotto processo e ha divieto assoluto di avvicinarsi a lei 

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GROSSETO. Nel mirino di lui un avvocato, una donna di poco più di cinquant’anni. Talvolta - in astratto - potevano anche essere pensieri gentili quelli che lui dedicava a lei, come ad esempio l’invio di cartoline. Ma sarebbero stati tanti, troppi, insistenti, non richiesti, spesso pesanti e soprattutto non graditi. Così lui prima ha ricevuto un ordine a non avvicinarsi e poi è finito sotto processo.

Fabrizio Guazzerotti, 51 anni, grossetano originario di Roma, è finito di nuovo nei guai con la giustizia. Stalking l’accusa per la quale sarà processato la prossima settimana davanti al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi. Un giudizio immediato, un fascicolo che non è passato dall’udienza preliminare, un caso talmente lampante secondo la Procura, che ritiene le prove più che sufficienti per instaurare un processo. Anzi, un nuovo processo, visto che già l’anno scorso era stato mandato a giudizio quando le molestie sarebbero state in forma embrionale: dal febbraio scorso gli episodi si sarebbero ripetuti fino a poche settimane fa e dunque il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha chiesto l’apertura di un secondo fascicolo. Guazzerotti è di nuovo nei guai con la giustizia perché, tra l’altro, è aperto anche a suo nome un procedimento penale a Lucca (se ne parlerà fra un paio di mesi) per una rapina avvenuta a i primi del settembre scorso.

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Vicenda totalmente diversa questa che si discuterà davanti al Tribunale di Grosseto. Il presunto persecutore avrebbe messo in atto una strategia articolata nei confronti dell’avvocato. Le avrebbe mandato lettere e cartoline, di frequente. Avrebbe scelto lo studio della professionista per la domiciliazione degli atti, quando la stessa legale l’aveva denunciato. Le avrebbe chiesto prestazioni professionali. Avrebbe telefonato molte volte allo studio legale chiedendo di parlare con lei.

Poi però, sempre secondo l’imputazione, Guazzerotti avrebbe alzato il tiro. Avrebbe minacciato la donna di incendiarle l’auto. Avrebbe anche inviato alla guardia di finanza segnalazioni su quell’avvocato che si erano però rivelate infondate. E poi avrebbe scelto un metodo originale per far sentire la sua vicinanza all’avvocato: avrebbe dato a Sky il numero di telefono della professionista per chiedere l’attivazione di un contratto tv. Avrebbe effettuato ordini di merce via internet a nome di lei. Avrebbe anche prenotato dei soggiorni alberghieri, sempre su internet e sempre a nome della persona offesa. E tra le tante contestazioni mosse a Guazzerotti c’è anche quella di aver fermato per strada la donna chiedendole se era vero che voleva farlo arrestare. All’origine di tutto ci sarebbe una consulenza che l’avvocato aveva fatto a una persona con la quale Guazzerotti non avrebbe buoni rapporti.

Secondo il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, ci sono gli estremi per configurare il reato di stalking, per lo stato d’ansia causato all’avvocato e il cambiamento delle abitudini di vita.

Qualche mese fa, Guazzerotti era stato raggiunto da un divieto di avvicinamento, imposto al giudici. Contestualmente alla misura, era stato interrogato dal gip Valeria Montesarchio. L’indagato aveva risposto, aveva spiegato di non aver voluto far del male a nessuno e tantomeno all’avvocato e aveva detto che riteneva del tutto innocenti le sue manifestazioni. Toccherà adesso al dibattimento stabilire se è colpevole o no.

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