Sicurezza
Un piano hi-tech per dimezzare i furti
Borghi presenta “Grosseto smart”: più telecamere, sistemi automatici di intervento e un’app per inviare foto ai vigili
GROSSETO. Perché usare le telecamere di sorveglianza solo a cose fatte, quando il ladro è già scappato e il vandalo ha già distrutto? Perché non usare la tecnologia per intervenire in automatico? E perché non fornire ai cittadini un filo diretto per segnalare con una foto episodi di criminalità, anche sospetti, in corso? È un piano di sicurezza 2.0 quello proposto da Paolo Borghi, candidato alle primarie del centrosinistra. Un piano nato dall’escalation di episodi di criminalità a Grosseto, come ha riconosciuto lo stesso Borghi. Secondo dati del ministero dell’Interno Grosseto nel 2014 è stato il 37º capoluogo in Italia per furti. Da qui la necessità di mettere in campo tutte le azioni, seppur limitate, che il Comune può permettersi «perché Grosseto torni un’isola felice», diceBorghi.
Il suo piano copre gli anni 2016-2021 ma affonda le radici su quanto già avviato dall’amministrazione, di cui Borghi è vicesindaco e assessore al Bilancio. La strategia prevede tre tipi di intervento: controllo, cura e coinvolgimento della parte di popolazione a rischio. L’obiettivo è dimezzare i reati da qui a due anni.
Cento occhi con le “orecchie”. A Grosseto e frazioni, grazie al tavolo tecnico sulla sicurezza con la prefettura, è in corso l’installazione, in molti casi completata, di una settantina di telecamere. Con esse saranno 100 gli occhi elettronici collegati con la sala operativa della Municipale. Il progetto di Borghi, che si chiama “Smart Grosseto dentro e fuori le mura”, prevede che l’attuale sistema di monitoraggio visivo venga implementato con un monitoraggio sonoro. Ne nasce un sistema intelligente che, intercettando ad esempio grida o schiamazzi, si accorga da solo che qualcosa non va e richiami l’attenzione degli agenti nella sala di controllo. Ma non solo.
Tecnologia d’iniziativa. «Il sistema si attiva in automatico – spiega Borghi – e avvia azioni di deterrenza, ad esempio aumenta la luminosità dei lampioni nell’area dove si sta verificando l’episodio critico». Le informazioni vengono elaborate e trasmesse alla pattuglia più vicina. Così il sistema promette non solo di individuare i malviventi a cose fatte, ma previene i reati. Il piano prevede poi l’installazione di altri 16 punti di sorveglianza nelle frazioni e 8 agli ingressi della città per un totale di altre 24 telecamere. «Propongo poi di trasformare il box di via Gramsci in una sala di controllo della Municipale per il centro storico», dice Borghi.
Un’app per le segnalazioni. Oltre a queste telecamere ci sono altre migliaia di occhi a sorvegliare la città. Sono quelli dei cittadini che, secondo Borghi, dai loro telefoni potranno inviare direttamente alla Municipale segnalazioni e foto. «Con un sistema di geolocalizzazione si potrà individuare subito il posto», spiega Borghi.
Non solo hi-tech, anche uomini. Il piano per la sicurezza Smart Grosseto prevede anche di rafforzare l’organico della Municipale. «Da assessore al Bilancio – spiega Borghi – so cosa è fattibile e cosa è una bugia. Avere dieci agenti in più è una cosa fattibile, grazie al turn over e a una nuova distribuzione delle mansioni, togliendo ad esempio alla Municipale alcuni compiti amministrativi». I nuovi agenti avrebbero anche nuovi compiti, come fare il “vigile di quartiere”.
Prodotto “fatto in casa”. Ma come finanziare il piano? Fatti due conti, Borghi ipotizza un costo tutto sommato sopportabile, «50.000 euro», dice. Anche perché il grosso del piano è fatto in casa, cioè progettato da Netspring, la società in house del Comune che si occupa di tecnologia. E in particolare è opera di Sara Ferri, ingegnere delle telecomunicazioni, ex Selex Elsag (Finmeccanica), consulente tecnico per il progetto. «Contiamo poi in uno dei finanziamenti previsti dal governo per le nuove tecnologie – spiega Borghi – mentre io mi impegno a prevedere agevolazioni fiscali per chi installa sistemi di allarme».
Cura e coinvolgimento. Il piano prevede anche dell’altro. «Riconosco l’importanza della cura della città nel prevenire azioni criminose – spiega Borghi – Intendo quindi intensificare la riqualificazione delle aree verdi e il recupero di edifici pubblici. È importante poi formare i cittadini extracomunitari a un maggior senso di comunità».
I limiti del piano. Il piano, tuttavia, al momento ha dei limiti oggettivi. La Municipale, infatti, sospende il servizio dall’1 di notte alle 7 del mattino (le 6.30 il giovedì). E agli agenti non è neanche riconosciuto il bonus da 80 euro stanziato per le forze dell’ordine per fronteggiare situazioni eccezionali di sicurezza. «Purtroppo è così – dice Borghi – e come candidato nei prossimi giorni cercherò di sollecitare i nostri parlamentari perché facciano pressione sul governo».
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