Il Tirreno

Grosseto

Salasso Tari, c’è una soluzione «Basta contenere i costi comuni»

Il consigliere comunale Luigi Colomba risponde a Confedilizia che chiede lumi sui pesanti esborsi «Se si leggesse il Rapporto Rifiuti dell’Ispra si capirebbe dove e come si può risparmiare»

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GROSSETO. Il conto della Tari opprime famiglie e imprese grossetane: Confedilizia vuole capire le cause del salasso e sottopone alcune domande al consigliere comunale Luigi Colomba, tra i rappresentanti più attenti nell’assise cittadina al tema dei rifiuti. Il consigliere apre le pieghe della borsa nella quale sono annidati gli oneri finanziari: e indica una soluzione per alleggerire il carico.

I dati. Confedilizia è partita dai datidel Dipartimento Finanze e dalla Confcommercio. Sulla base di essi, ha elaborato una graduatoria a livello nazionale della spesa della Tari per abitante e per ciascun comune capoluogo. Emergono grandi differenze tra Comune e Comune: l’esborso si muove da un minimo di 86 euro nel comune marchigiano di Fermo a un massimo di 308 euro per Brindisi. In Toscana, comuni virtuosi sono Arezzo e Pistoia: rispettivamente, 137 euro e 135 euro per abitante. Per il resto, ci si muove abbondantemente sopra quota 200 euro, con Massa-Carrara palma d’oro della batosta – 226 euro per abitante – e Grosseto alle spalle della terra apuana con 224 euro di spesa per abitante.

L’interrogativo. Confedilizia chiede a Colomba per quale ragione Grosseto è fra i comuni con la più alta spesa per abitante e perché non si è riusciti a contenerne l’importo a livelli molto più bassi, come ad Arezzo e Pistoia. Il consigliere risponde partendo da una precisazione sui dati: «Anche se le fonti della graduatoria – dice Colomba – sono il Dipartimento delle Finanze e la Confcommercio, i dati dei quali dispongo rivelano per il nostro Comune oneri più gravosi: 260 euro di Tari per abitante nel 2014 La situazione è allarmante».

Le cause. Veniamo alla richiesta di Confedilizia sulle cause dell’esborso: «La domanda – dice Colomba – dovrebbe essere posta per il passato al Coseca, al Comune e all’Ato, e, più recentemente, alla Sei Toscana, che dovrebbero disporre dei dati necessari ad individuare le cause dell’inefficienza. Fra le cause c’è la mancanza di controllo sulla gestione del servizio e sui costi contenuti nei vari piani economici e finanziari di competenza del Gestore. Poi c’è anche l’incapacità di incrementare davvero la raccolta differenziata».

I rimedi. Confedilizia chiede a Colomba quali possono essere le soluzioni. Secondo il consigliere «bisognerebbe raffrontare i dati del piano economico finanziario 2014 di Sei Toscana per Grosseto con quelli riportati nel Rapporto Rifiuti dell’Istituto Superiore per la Protezione dell’Ambiente), massima autorità di studi in materia. Alla pagina 185 del Rapporto si rileva come la sola voce “costi comuni” ammonti per i comuni da 50.000 a 150.000 abitanti a 40,10 pro capite. Confrontando questo dato con il dato di Grosseto (103,21 euro per abitante) si ottiene una differenza di 63,11 euro per abitante che, se rapportata al totale della popolazione residente si concretizza in un maggiore spesa complessiva di cinque milioni e centoquarantaseimila euro. È su questo dato che si dovrebbe agire – conclude Colomba – per riportare a livelli accettabili il peso della Tari su famiglie e aziende».

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