Il Tirreno

Grosseto

processo per stalking

Mister Magrini alla sbarra In aula parla la moglie

Mister Magrini alla sbarra In aula parla la moglie

GROSSETO. È stata un fiume in piena la moglie di Lamberto Magrini, l’ex allenatore del Gavorrano e del Grosseto, imputato in un processo per stalking con l’accusa di aver perseguitato un’ex amante,...

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È stata un fiume in piena la moglie di Lamberto Magrini, l’ex allenatore del Gavorrano e del Grosseto, imputato in un processo per stalking con l’accusa di aver perseguitato un’ex amante, una (oggi) quarantacinquenne di Follonica. Chiamata a testimoniare dal difensore del marito Franco Libori, la moglie del mister ha parlato ieri per circa un’ora davanti al giudice Giovanni Puliatti, che – innanzitutto – le ha ricordato di non essere obbligata a deporre su fatti che riguardano un parente stretto imputato (il marito). Ha deciso di parlare. E lo ha fatto con dovizia di particolari.

I fatti risalgono al 2010-2011. Lei sta a Magione – siamo in provincia di Perugia – e il fine settimana raggiunge il marito in un appartamento di Scarlino a pochi chilometri da Gavorrano. L’avvocato Libori le chiede di dettagliare la sua vita in Maremma. «Conoscevo i componenti della squadra – dice la donna – partecipavo a ritrovi, cene, sagre. Ricordo la festa del Campionato 2010».

L’avvocato difensore del tecnico chiede quando incontra per la prima volta l’amante di suo marito. «Era il novembre 2009 – risponde lei – In occasione di una cena in un ristorante, ma io non sapevo chi fosse». Poi cominciano i primi sospetti che il coniuge possa intrattenere una relazione extraconiugale. «Trovavo – dice – lunghi capelli neri sul letto e tra il materasso e il coprimaterasso». I sospetti prendono forma quando per caso sbircia sul cellulare del marito un sms: «Bravo, amore mio, martedì festeggiamo». E poi c’è «uno scontrino un po’ corposo da 300 euro, in un negozio di abbigliamento di Follonica» che il marito avrebbe giustificato “incartandosi”.

È dettagliata la testimonianza. Parla di quando, sopraffatta dai sospetti, chiede aiuto a un’amica, che frequenta gli ambienti sportivi gavorranesi, perché l’aiuti a scoprire chi possa essere l’amante del marito. La bella follonichese viene individuata e la moglie del tecnico racconta quando – è una sera del settembre 2010 – prendendo il coraggio a quattro mani, si reca a casa della presunta amante e ci trova il marito. Scoperta la relazione, racconta di quando – una sera – l’amante telefona sul suo cellulare e chiede di parlare con Lamberto: «Mi disse, scusa, mi passi tuo marito? E Lamberto mi diceva che era finita e che lei lo faceva apposta per farci litigare». Racconta di un faccia a faccia tra lei e la signora follonichese nell’appartamento di Scarlino, dopo il quale le due donne cominceranno a sentirsi telefonicamente e a scambiarsi sms. «Lei mi chiedeva scusa dicendomi “ti ho fatto soffrire”; mi assicurava che non l’avrebbe più visto, che avrebbe cambiato il cellulare». Sono proprio questi sms e le telefonate tra la moglie e l’amante a suscitare le richieste di chiarimento sia del pubblico ministero che dell’avvocato di parte civile Marco Calò. Entrambi hanno chiesto alla teste per qual ragione – dal contenuto degli sms – emerga un rapporto «cordiale, quasi amichevole» lo definisce Calò. La moglie risponde di aver mantenuto quel rapporto – prima nato sulla base di «una sorta di solidarietà femminile, ma poi mutato» – «per capire se la storia tra lei e mio marito – ha detto – fosse finita o continuasse»; lui del resto sosteneva di aver tagliato.

In aula si è parlato anche di 550 sms, scambiati tra Magrini e la sua amante, mancanti dalle trascrizioni, che Libori ha prodotto e sui quali – ha disposto il giudice – difesa e parte civile interloquiranno.

Prossima udienza, il 30 settembre.

Giovanna Mezzana

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini