Il Tirreno

Grosseto

Giallo di Massa Marittima, la madre dal carcere accusa suo figlio

di Francesca Gori
I carabinieri sotto casa della donna
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I carabinieri sotto casa della donna

Maria Grazia Guidoni si difende con le unghie e con i denti. Agli investigatori dice: «Ero fuori con il mio compagno il giorno dell’omicidio»

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MASSA MARITTIMA. Il figlio che accusa la madre, la madre che scarica tutte le responsabilità addosso al figlio. C’è una nuova versione nelle indagini per l’omicidio di Giuseppina Pierini, la donna di 63 anni scomparsa nel luglio 2013 in provincia di Piacenza, il cui cadavere è stato trovato dai carabinieri a novembre in un casolare di Massa Marittima: la figlia della vittima, Maria Grazia Guidoni di 45 anni, ha deciso di parlare con gli inquirenti accusando del delitto il figlio di 22 anni.

La donna, in carcere per omicidio volontario premeditato e aggravato, ha indicato il figlio, Gino Laurini, indagato a piede libero, come l’autore materiale del delitto. Di fatto l’esatto contrario di quanto sostenuto fino a oggi dal giovane, che aveva confessato ai carabinieri di avere soltanto aiutato la madre ad uccidere, per motivi economici, la sessantatrenne e di aver collaborato con lei soltanto nell’occultamento del cadavere.

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La donna, colpita da ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha spiegato invece di essere uscita di casa insieme al suo compagno nel giorno in cui è stato commesso il delitto, e di essere rientrata a casa tardi trovando il figlio che le aveva confessato di aver ucciso la nonna. A quel punto avrebbe aiutato il figlio a far sparire il cadavere trasportandolo in auto fino alla cascina di Massa Marittima dove è stato trovato solo lo scorso novembre grazie al racconto che gino ha fatto ai carabinieri.

Il ventiduenne si troverà di fronte a sua madre, probabilmente, durante l’udienza per l’incidente probatorio che si svolgerà mercoledì davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Piacenza. E sarà la prima volta, dopo la sua confessione choc resa davanti ai carabinieri di Follonica che hanno ritrovato, seguendo le indicazioni del ragazzo, i resti di Giuseppina Pierini.

Difeso dagli avvocati Sandro e Sergio Nunzi, Gino Laurini non ha mai cambiato la sua versione dei fatti, spiegando nei minimi dettagli quello che è successo il giorno in cui sua madre ha ucciso sua nonna.

Parole queste che saranno ripetute dal ventiduenne di fronte al giudice la prossima settimana.

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