Il Tirreno

Grosseto

Galleria chiusa, economia al collasso

di Elisabetta Giorgi
Galleria chiusa, economia al collasso

Cantieri e disagi sulla Senese, gli imprenditori sono esasperati: «Intervenga il presidente della Regione, vogliamo risposte»

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GROSSETO. Di questa Toscana che viaggia a rilento lungo le strade-cantiere non ne possono più. Tornano alla carica gli imprenditori della Grosseto-Siena-Firenze che lamentano disagi e danni a non finire. La galleria di Pari è ancora chiusa e il colpo all’economia è durissimo. «Perdiamo 30mila euro al mese di fatturato per colpa dei ritardi alla strada», lamenta un’albergatrice sperando che Anas concluda i lavori quanto prima e chiedendo un intervento urgente del presidente della Regione Rossi, perché batta un colpo e solleciti chi di dovere.

È la titolare dell’hotel La Pace Carla Mannucci a tornare sull’argomento dopo un ampio servizio uscito sulle pagine de Il Tirreno giorni fa e in cui raccontavamo lo snervante tour degli automobilisti, con un cantiere aperto ogni 14 chilometri. Un percorso a ostacoli, con partenza dal capoluogo direzione Firenze: dall’uscita Grosseto (dove inizia la E78) fino all’arrivo al casello dell’autostrada A1 di Firenze - Tavarnelle (133,7 chilometri) sono in tutto 9 (nove) interruzioni.

Fino a Civitella il tragitto è anche tranquillo (l’ultimo tratto fu inaugurato nel 2012 e il limite è 110 km/h), poi però inizia il primo di una lunga serie di cartelli gialli: cantiere aperto, lavori in corso. Ecco una deviazione; poi la strada è quella vecchia e il limite scende a 70 km/h. Il cantierone del tratto centrale è un maxilotto da 234 milioni di euro che tra tratti nuovi e vecchi presenta curve improvvise e altri ostacoli. Una gimkana che restituisce una sensazione sospesa nel limbo. Paralisi e ritardi. Per quanto ancora? Se l’ex presidente Anas Ciucci due anni fa dichiarava che «sarà tutto finito entro il 2015», oggi che la cronaca ci illustra un’altra verità c’è chi ovviamente recalcitra. «Ottimo e giusto quello che avete scritto, la cronaca fotografa una situazione reale, ma a parte questo vogliamo trovare soluzioni?». Mannucci, la titolare dello storico hotel sulla Senese che gestisce anche il distributore, ribadisce quanto già detto a fine 2015, stavolta con ancor più convinzione dato che altra acqua è passata sotto i ponti.

Il cantiere perpetuo manda sul lastrico gli imprenditori.

«Da Grosseto a Firenze è un’avventura arrivare - insiste l’albergatrice - ed è un’avventura perché i lavori sono in ritardo. Bisogna che Anas e Strabag (la ditta tedesca che ha in appalto il raddoppio del maxilotto) si muovano e presto. Vorremmo che ci si rendesse conto una volta per tutte che pure la Maremma fa parte della Toscana, e che i disagi ci sono non perché ce li manda il Signore ma perché i cantieri vanno a rilento. È assurdo che per rimettere in piedi la galleria ci vogliano 7 mesi: sette mesi non sono ammissibili. Noi stiamo perdendo 30.000 euro al mese di fatturati al mese, solo per l’albergo, senza contare il distributore che perde il 50% rispetto all’anno scorso, e sono altre migliaia di euro».

Gli affari vanno a rilento. «Ora per esempio che il tempo passa e ogni mese accumuliamo ritardi, ci dobbiamo riprogrammare il lavoro. Occorre insistere perché la situazione cambi e il cantiere si smuova, occorre che Anas dia una risposta certa su quando apre la strada. Se la data è il 31 marzo, che sia quella e ci venga detto una volta per tutte, ma se arriviamo all’estate, di questo passo chiudiamo i battenti. Se chiudiamo perché siamo inetti come imprenditori è un conto, ma se è perché i lavori non proseguono non ci sta bene. La nostra richiesta è al governatore della Regione Enrico Rossi: alzi il telefono e chiami Anas. Li solleciti a concludere. Così come Leonardo Marras che è in Regione come consigliere: alzi il telefono e chiami Anas. Ci aiuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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