Proteste
Tutti i segreti della pace democratica
Il segretario comunale evita la sfiducia, il partito tira il fiato: a Guidoni e Vannozzi l’organizzazione delle primarie
GROSSETO. Lo dirà il tempo (galantuomo) chi ha vinto e chi perso al termine della riunione dell’assemblea comunale del Pd di mercoledì sera. Alla fine la conta è stata di nuovo posticipata e fuori stavolta rimbalza un messaggio di ritrovata unità.
Il segretario comunale Saimo Biliotti rimane al suo posto, sicuramente un po’ meno forte ma ancora in sella. Secondo alcuni lo ha salvato Stefano Bruzzesi, responsabile regionale degli enti locali del Partito democratico, arrivato in Maremma per imporre la tregua (con dettagli messi a punto il giorno prima a Firenze).
Secondo altri il Biliotti, pallottoliere alla mano, avrebbe comunque avuto una maggioranza a suo favore. Risicatissima, ma ancora esistente, grazie ai voti dell’area Culicchi, che – è vero – sta con Borghi, ma non avrebbe digerito la presentazione della mozione contro il segretario comunale. L’accordo raggiunto ha comunque evitato altri traumi. Ha evitato la discussione sulla mozione di sfiducia, ha prodotto la nascita di un direttorio che avrà, nei fatti, quelle funzioni di garanzia che Biliotti non poteva mettere in campo da solo.
Da oggi al 7 marzo – e poi nei tre mesi a seguire – una sorta di commissione, un nuovo pseudoorganismo politico, si occuperà di accarezzare tutte le sensibilità, di gestire la fase delle primarie e la complessa selezione delle candidature al consiglio. Il nuovo gruppo sarà coordinato dallo stesso segretario, che avrà al suo fianco Fabio Favali (dato vicino a Luca Sani, in quota Mascagni), Massimo Alessandri (Campo Dem, in quota Borghi), Daniele Capperucci (in quota Borghi), Patrizia Siveri (data vicina a Sani, in quota Borghi), Cecilia Buggiani (Campo Dem, in quota Mascagni) e i due candidati al ruolo di aspirante primo cittadino.
Quello in assemblea è stato un dibattito articolato, molto franco, concluso (dopo l’una della notte) con decisioni unanimi sui metodi e le forme organizzative da utilizzare nella doppia campagna elettorale.
Anche la proposta di regolamento per le elezioni primarie e le forme organizzative da adottare in vista della tornata elettorale sono state alla fine metabolizzate all’unanimità.
Le elezioni primarie saranno di coalizione e si terranno, come si sa, domenica 6 marzo nel rispetto di un regolamento nazionale (di dettaglio) che fissa i metodi per la pubblicizzazione delle candidature, indica gli elettori ammessi al voto e le modalità di presentazione delle candidature. Restano fuori tutti coloro che non hanno il certificato elettorale: stranieri e under 18. Cammellare sarà impossibile.
L’assemblea ha inoltre dichiarato ammissibili, facendole proprie, le due disponibilità alle candidature fino a oggi esplicitate – Lorenzo Mascagni e Paolo Borghi – in attesa che vengano formalizzate. Infine Biliotti ha espresso la volontà di rendere più forte l’unità del partito «per presentarsi al meglio alla città, che – a suo avviso – ha fiducia in questo progetto politico».
Anna Guidoni e Riccardo Vannozzi saranno le figure di riferimento per il Pd nell’organo che si occuperà di organizzare la consultazione in programma il 6 marzo. Ieri pomeriggio, infine, nuovo appuntamento con la coalizione per la formazione degli organismi di controllo e organizzazione delle primarie. Poi sabato l’assemblea provinciale del partito (ci sarà il segretario regionale Dario Parrini) e la prima apparizione, a braccetto, di Borghi e Mascagni. In quella sede sotto tiro potrebbe finirci Marco Simiani, per la gestione di Orbetello e delle altre partite.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
