Il dolore
Rifiuti, l’Antitrust chiede di riformare la gestione
L’85% del mercato è in mano a 70 aziende: per l’Autorità le gare devono durare solo 5 anni. Esulta il M5s: «Smentito l’impianto della legge regionale»
GROSSETO. Proprio mentre a Grosseto, dopo un anno e mezzo di attesa, il Movimento 5 stelle è riuscito a vedere convocato un consiglio comunale aperto sul tema della gestione dei rifiuti nel comune di Grosseto, portando alla luce – tra le altre cose – l’intricato intreccio di società che si occupano indistintamente di raccolta, trasporto e gestione degli impianti, l’Antitrust ha chiesto di riformare il sistema di smaltimento per spezzare esattamente la continuità tra questi aspetti del servizio.
«Dopo un’attenta indagine l’autorità garante della concorrenza nel mercato ha dato vita a un documento di oltre duecento pagine in cui indica a governo e parlamento le linee da seguire per accrescere l’efficienza del settore e tagliare l’impatto dei rifiuti», spiega il Movimento 5 stelle grossetano.
Il comune di Grosseto è fanalino di coda, in Tocana e nel centro nord Italia, quando a raccolta differenziata, ferma al 38 per cento. Come noto, per legge la raccolta differenziata dovrebbe essere già a quota 65 per cento e, infatti, i grossetani pagano la cosiddetta “ecotassa” per non aver raggiunto l’obiettivo.
«L’Antitrust – spiega ancora il M5s – ricorda che in Italia esistono circa 1.800 aziende attive nella raccolta rifiuti. Ma sono solamente settanta quelle che hanno in dote l’85 per cento del mercato. Ecco perché l’autorità chiede agli enti locali di ricorrere a gare per il servizio con affidamenti che non superino i cinque anni».
Proprio questo è un punto su cui il M5s insiste da sempre, ritenendo illegittima la legge regionale che ha portato alla costituzione degli Ato e, di conseguenza, all’affidamento del servizio a una unica “superazienda”, Sei .
Quello indicato dall’Antitrust – dice il M5s – è un modello in cui raccolta e trattamento dei rifiuti siano separati. Ma c’è dell’altro: per l’Antitrust il servizio di raccolta ottimale dovrebbe coprire aree di non oltre 90.000 tonnellate o 100.000 abitanti».
«L’Antitrust, con l’autorevolezza del suo parere – ricorda il candidato a sindaco del M5s, Giacomo Gori – ha smentito apertamente l’impianto della legge regionale 69 voluta dal Pd di Enrico Rossi rafforzando in modo incontrovertibile quel che da due anni andiamo ripetendo in ogni sede compreso il consiglio comunale di ieri mattina. Grosseto ha la dimensione ideale per la gestione in proprio del servizio». (f.f.)
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