Attenzione
Due assessori lasciano per protesta, la sindaca resiste
ORBETELLO. Mario Chiavetta e Roberto Miralli non sono più gli assessori ai lavori pubblici e al bilancio del Comune di Orbetello. I due, come annunciato mercoledì, hanno protocollato le loro...
ORBETELLO. Mario Chiavetta e Roberto Miralli non sono più gli assessori ai lavori pubblici e al bilancio del Comune di Orbetello.
I due, come annunciato mercoledì, hanno protocollato le loro dimissioni ieri mattina. La loro intenzione era di consegnarle a mano alla sindaca Monica Paffetti che hanno aspettato in Comune tutta la mattina e che confermano non essere andata in municipio. Chiavetta e Miralli ora si confronteranno in consiglio comunale con Paffetti per vedere se rimarrà al suo posto o, «capendo di non avere più i numeri – come hanno sostenuto annunciando le dimissioni – si dimetterà». Per il momento Monica Paffetti, che non parla, pare decisa a resistere.
Sul fronte Pd molti sono stati gli attacchi arrivati a Sel che sostiene Paffetti soprattutto da due partiti orbetellani, Fratelli d’Italia e Fiamma tricolore. A Sel si rimprovera di appoggiare un partito che vuole costruire un’autostrada sul territorio e ha messo in piedi una riforma sanitaria che li ha visti fra i più tenaci avversari.
Sel non ci sta e passa al contrattacco. «Più che un’Opa di Sel sulla Paffetti – dice Alessandro Brunini, coordinatore Sel – Sì Toscana Costa d’Argento - ci pare che siano Fratelli d’Italia e la Fiamma tricolore a dettare la linea ad Andrea Casamenti, candidato di Patto per il Futuro». Per Sel la destra che ha governato fino a cinque anni fa il comune «ha tentato di svendere il territorio con un’autostrada che qualcuno avrebbe fatto passare anche dentro Orbetello, pur di farla, che ha cementificato tutta Neghelli fino allo Scalo, che ha cercato di cementificare Talamone, che avrebbe voluto regalare il Baccarini a un’università privata, speculare sulla Sitoco, abbandonare le frazioni, soprattutto Albinia e trasformare la gestione della Laguna, al tempo del commissario, in una tramoggia che ha divorato decine di milioni di euro di soldi pubblici, senza risolvere nessun problema».
L’accusa di Sel va avanti e si sofferma sulla sanità. «Quella destra è stata sempre favorevole alla privatizzazione della sanità mentre adesso difende il nostro ospedale. Peccato che sulla battaglia alla riforma sanitaria quella stessa destra, al contrario di noi, non è pervenuta». Brunini non nega la contrarietà di Sel alla riforma «anzi – precisa – ci piace ricordare che il merito di aver raccolto 55.000 firme per chiedere il referendum abrogativo è prevalentemente nostro e che altre figure, tra cui la destra, sono state assenti».
Sulla sinistra orbetellana interviene anche il movimento Costa d’Argento Possibile. «Cinque anni fa si sperava in un cambiamento totale dopo 15 anni di governo del centro destra. Il risultato però si è ridotto in poche cose».
Ivana Agostini
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