Attenzione
Pellegrini torna a guidare l’Aics
Dopo quattro anni l’obiettivo è rilanciare l’associazionismo in Maremma
GROSSETO. «L’associazionismo sta vivendo un momento difficile, la gente di allontana; non siamo più credibili come una volta e le istituzioni, specialmente dopo la scomparsa della Provincia, sono sempre più lontane».
Vasco Pellegrini, 76 anni, lancia il guanto di sfida per il rilancio dell’Associazione italiana cultura e sport, della quale è socio ormai dal 1963. Il quindicesimo congresso provinciale che si è celebrato alla Fondazione Il Sole lo ha rinominato presidente del comitato provinciale. «Proverò ad invertire la tendenza – dice – Nel 2010 l’Aics di Grosseto aveva 18.000 iscritti, oggi è scesa a 9.000 con 98 circoli affiliati. Per carità, i numeri a livello locale continuano ad essere importanti, ma dobbiamo risalire, soprattutto nel capoluogo».
Pellegrini analizza la situazione attuale: «Stiamo vivendo in una società multirazziale; noi e i nostri circoli non siamo in grado di sopperire alle esigenze che ci vengono continuamente messe sul tavolo, che vanno dall’aiuto individuale o collettivo su problemi di inserimento e socialità. È innegabile che la multirazzialità, altre culture, altri modi di vivere e rapportarsi non ci consente di sviluppare il nostro ruolo di aggregazione, fondamentale per l’associazione e per avere idee innovatrici, che attualmente scarseggia. Un’associazione, sia essa sportiva o di promozione sociale, è di fatto un’ impresa, per la quantità di responsabilità civili e penali di cui sono gravati i dirigenti dal punto di vista amministrativo e fiscale».
L’Aics, secondo Pellegrini «ha quindi la necessità di ricercare nuovi assetti operativi, organizzativi e strategici in grado di compensare le lacune create dalla crisi dell’attuale modello associativo. Occorrono obiettivi chiari, supportati da progetti forti e da strategie precise, sorretti da uomini professionalmente preparati, in grado di giocarsi le scommesse del nuovo millennio per traghettare l’associazione su un livello di operatività e di capacità al passo con i tempi».
«Bisogna procedere ad un radicale e costante aggiornamento dei quadri dirigenti locali con programmi formativi seri e diffusi sul territorio - dice ancora - È necessario, oltre al radicamento sul territorio, all’inventiva e lo slancio volontaristico, affermare e diffondere specifiche professionalità. E fondamentale sarà la sinergia tra il comitato provinciale e i circoli: le sedi periferiche devono diventare il motore operativo dell’associazione». Il primo punto dal quale ripartire è il turismo, sfruttando un territorio vasto e variegato. «Per tornare ad aggregare i nostri affiliati – sottolinea – abbiamo in cantiere gite ed escursioni, ma l’idea è di proporre soprattutto il turismo in entrata, creare un turismo sociale che possa consentire soggiorni più o meno lunghi in Maremma anche in periodi morti dell’anno. Penso alla caccia e all’escursioni nei boschi d’inverno. Svilupperemo anche le attività nel nostro circolo ippico di Punta Ala».
«In cantiere anche feste enogastronomiche – aggiunge Pellegrini – a cominciare dal Ghiottone, la bella manifestazione che mette insieme gusti e sapori da tutta Italia. Per quanto riguarda lo sport abbiamo già pronti quattro appuntamenti: la gara podistica Grosseto-Scansano, il campionato di kite-surf a Marina di Grosseto, una corsa ciclistica a Paganico e una gara di pattinaggio a Castiglione della Pescaia».
Maurizio Caldarelli
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