Sicurezza
Lavoro, risparmio e il modello Magliano
Dai rischi per la salute alla tutela dell’ambiente, gli obiettivi dei comitati e di un’ex assessora
GROSSETO. Il consiglio comunale di ieri è stato anche l’occasione per ascoltare la voce delle associazioni in materia di rifiuti. Ubaldo Giardelli del comitato No all’inceneritore di Scarlino ha richiamato il modello della gerarchia europea di gestione dei rifiuti che prevede di lavorare prioritariamente sulla riduzione della produzione di rifiuti e sul riciclo riducendo la quota di ciò che è destinato al recupero (anche energetico) e lasciando lo smaltimento in discarica come extrema ratio.
Giardelli ha in particolare sottolineato il beneficio positivo che si ha in termini di creazione di nuovi posti di lavoro scegliendo l’opzione del riciclo. Se prendiamo come riferimento 100.000 tonnellate di rifiuti queste danno lavoro a 10 addetti se smaltite in discarica, a 40 se trattate con l’inceneritore e a ben 110 solo per la raccolta e la selezione se vengono avviate al riciclo per categoria (organico, carta, etc.). Anche solo questo effetto virtuoso dovrebbe di per sé incentivare l’opzione del riciclo.
Il dottor Ugo Corrieri ha invece portato il suo contributo come presidente provinciale dell’associazione Medici per l’ambiente Isde Italia presentando i dati allarmanti sul legame tra incenerimento dei rifiuti e incremento di neoplasie e malformazioni nella popolazione.
Intervento anche per il presidente di Italia Nostra Michele Scola che ha contestato il fatto che l’incenerimento chiuda il ciclo dei rifiuti visto che in realtà trasforma l’atmosfera in discarica; Scola ha anche ribadito che quella delle Strillaie è stata una scelta sbagliata sia a livello di ubicazione che di dimensioni.
Nunzio D’Apolito ha portato in consiglio la voce di Legambiente e anche la sua esperienza come educatore ambientale. Per D’Apolito il Comune deve essere capofila nelle campagne informative e nelle azioni educative in tema ambientale e di gestione di rifiuti perché si avverte uno scollamento tra cittadini e istituzioni. Per Legambiente dunque va senz’altro estesa la raccolta differenziata ma vanno anche educati i cittadini a farla correttamente; sarebbe inoltre auspicabile rinegoziare le convenzioni con alcuni impianti.
Legambiente ha partecipato al consiglio su invito di Sel che ha portato anche la testimonianza di Eva Bonini sull’esperienza virtuosa del porta a porta nel comune di Magliano quando Bonini era assessore all’ambiente. «Mentre il dibattito provinciale si polarizzava sul sì o il no all’inceneritore – ricorda Bonini – a Magliano abbiamo fatto nostro lo slogan “verso rifiuti zero” e fatto una scelta convinta per la raccolta porta a porta spinta. Siamo arrivati a raggiungere il 74% di raccolta differenziata nel 2013 con benefici sulla riduzione dei rifiuti, sul decoro urbano (spendibile come biglietto da visita anche a livello di promozione turistica) e con la creazione di nuovi posti di lavoro legati all’adozione di questo sistema che per un piccolo Comune di 3.800 abitanti sono importanti. Il Comune capoluogo a maggior ragione dovrebbe investire in questa direzione e dare l’esempio a tutti gli altri».
Sara Landi
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