Il Tirreno

Grosseto

L’ok al ddl Cirinnà

L’ok al ddl Cirinnà

Maggioranza e opposizione compatti sui diritti delle coppie

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GAVORRANO. Il Comune di Gavorrano era stato il primo ad adottare il registro delle unioni civili, dopo che ad aprile 2014 il tribunale di Grosseto aveva accolto il ricorso di una coppia omosessuale che si era sposata all’estero e si era vista negare la possibilità di trascrivere l’atto sui registri dello Stato civile. Ma durante il consiglio comunale di martedì scorso si è di nuovo rimarcata l’apertura verso questo tema con la votazione unanime della mozione presentata dal gruppo consiliare Centrosinistra unito per Gavorrano a sostegno del disegno di legge Cirinnà che disciplina l’istituto delle unioni civili.

A presentare la mozione in sede di consiglio è stato il vicesindaco Giulio Querci il quale ha spiegato: «non possiamo più non riconoscere questi diritti fondamentali e far finta di niente, è giusto discutere in quest’aula temi che non riguardano esclusivamente il nostro Comune. Per questo siamo felici che il parlamento e il governo abbiano deciso di discutere la questione e ci auguriamo che il ddl Cirinnà venga approvato e con lui anche la stepchild adoption senza che venga stravolto il disegno presentato». Il sindaco Elisabetta Iacomelli ha voluto inoltre esprimere la propria soddisfazione nel vedere anche l’opposizione favorevole alla mozione: «questi sono temi sui quali non ci si può dividere e apprezzo molto che la nostra proposta abbia trovato l’approvazione di tutti». Il capogruppo di Gavorrano Bene Comune ha esposto al consiglio la sua posizione: «Sono cattolico e seguo i miei principi ma sono anche un politico e come tale ho un compito morale. Devo quindi pensare ai diritti di tutti a prescindere dal sesso e dalle idee. A maggior ragione se questi diritti non si sovrappongono ai diritti già esistenti e non vanno a ledere quelli delle altre persone». Durante il consiglio è stata presentata da Gavorrano Bene Comune una seconda mozione: il nuovo indicatore della situazione economica equivalente. «Il nuovo Isee – ha spiegato la consigliera Patrizia Scapin – non funziona e crea nuove discriminazioni e a distanza di mesi il caos regna sovrano. L’Isee serve per accedere ai benefici dello stato sociale ma i nuovi parametri, che avrebbero dovuto garantire maggior trasparenza, stanno al contrario creando situazioni paradossali».

La consigliera ha quindi presentato la proposta della minoranza: «chiediamo che i due rami del parlamento si attivino per cambiare alcune parti della norma». La mozione non ha però trovato accoglimento da parte del consiglio per via di una frase contenuta all’interno del testo, riferita alla scarsa competenza e all’insensibilità del governo. La maggioranza ha chiesto quindi di ritirare la mozione per ripresentarla modificata e ampliata al prossimo consiglio comunale, proposta, questa, che non è stata accolta dai rappresentanti di Gavorrano Bene Comune, i quali, dopo una pausa di riflessione, hanno preferito lasciare invariata la mozione presentata.(g.s.)

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