Toscana
«Hanno falsificato gli ordini di servizio dei metronotte»
La Procura ha chiesto il processo per nove persone che fanno capo all’Istituto Maremmano Guardie Giurate
GROSSETO. Tutto era partito dalla denuncia di uno degli addetti, anche se poi tra coloro per i quali era stato chiesto il giudizio c’è finito anche lui. La polizia amministrativa della Questura aveva fatto i controlli di conseguenza e al termine la Procura aveva dedotto l’esistenza di irregolarità nelle dichiarazioni dei servizi svolti dai dipendenti dell’Istituto Maremmano Guardie Giurate: dichiarazioni che riporterebbero un impiego del personale per un numero inferiore a quello effettivamente svolto.
Per nove il sostituto procuratore Marco Nassi aveva chiesto il processo. Ma le posizioni si sono differenziate all’udienza preliminare di fronte al giudice Sergio Compagnucci: due imputati sono stati rinviati a giudizio per violenza/minaccia a commettere un reato; per un caso è stato pronunciato un non luogo a procedere per prescrizione del reato; per gli altri, le carte sono tornate alla Procura di via Monterosa, perché si tratta di reati per i quali è prevista la citazione diretta, senza il filtro dell’udienza preliminare.
Ci sarà dunque processo (udienza 10 maggio, davanti al dottor Muscogiuri) solo per Libero Guido Leoneschi e Anna Paola Sanna. Il primo, responsabile per la gestione dell’agenzia, per l’ipotesi di violenza/minaccia, perché urlando «Ti ammazzo» avrebbe costretto il dipendente Andrea Bennardi (che aveva sporto denuncia) a trasmettere alla Questura le dichiarazioni ritenute falsificate (giugno 2011); Leoneschi e l’addetta Anna Paola Sanna avrebbero poi minacciato Bennardi di licenziamento per costringerlo a nascondere a casa della mamma gli ordini di servizio e poi intimandogli di bruciarli dopo la perquisizione negli uffici (aprile 2012).
La prescrizione riguarda un solo capo di imputazione: una falsa dichiarazione al medico del pronto soccorso di Massa Marittima, a proposito di un incidente avvenuto a Scarlino (in realtà a Talamone). Ne erano indagati Giuseppe Finale, superiore gerarchico, Fabrizio Fantinel, addetto alla sala radio, e Marisa Aronne, la guardia ferita. Era il settembre 2009.
Torna alla Procura il fascicolo con le residue imputazioni. Quella di falso ideologico commessa da privato in atto pubblico contestata a Corrado Cellai di Pontedera (legale rappresentante), Leoneschi, Sanna e Mauro Milani (comunicazioni giornaliere sulle ore di servizio, gennaio 2010-febbraio 2011); quella di favoreggiamento contestata a Bennardi (per aver nascosto gli ordini di servizio a casa della mamma, aiutando i precedenti quattro indagati a eludere le indagini - 2012) e a Finale (idem - prima dell’aprile 2012); quella di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico contestata a Mauro Agostini, addetto alla gestione dei servizi, e allo stesso Leoneschi (per le attestazioni di servizio ritenute false e non conformi al contratto di categoria richiamato dal regolamento approvato dal questore - gennaio 2010-febbraio 2011).
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