Gioco
Geotermia a Montenero, la Regione frena
La giunta fiorentina annuncia approfondimenti sul progetto di centrale prima di inviare la sua valutazione al ministero
CASTEL DEL PIANO. Centrale geotermica a Montenero d’Orcia, frazione di Castel del Piano: la Regione Toscana cede di fronte alle insistenze di istituzioni e cittadini e concede il tempo di ulteriori verifiche prima di dire il sì (o il no) definitivo. Una decisione sofferta, insomma, che tarda ad arrivare, quella per la centrale a media entalpia contro la quale sono insorti imprenditori e comuni, invocando le diverse vocazioni dei territori, le bellezze dell’ambiente e l’eccellenza delle produzioni.
Una questione calda e scottante, tanto che in regime elettorale, per abbassare i toni, dalla regione era arrivata la concessione di una moratoria di sei mesi. Poi tutto era di nuovo ricominciato come prima fra le accelerate da un lato e tentativi di frenate dall’altro.
La situazione, dunque, è ancora fluida, tanto che alle pressioni che si sono alzate in modo trasversale da gruppi, aziende e partiti adesso, la Regione annuncia che «eseguirà una serie di approfondimenti prima di rilasciare il proprio parere al ministero dello Sviluppo economico sull’impianto pilota geotermico Montenero proposto dell’impresa Gesto Italia».
La decisione di un’ulteriore sospensiva è arrivata dalla giunta regionale su richiesta del presidente Enrico Rossi che ha incaricato l’assessore all’Ambiente Federica Fratoni e le proprie strutture di procedere a verifiche con l’impresa titolare del progetto. Gli approfondimenti dovranno riguardare innanzitutto l’impatto paesaggistico che potrebbe avere l’impianto (5 Megawatt di potenza). Si è ritenuta dunque necessaria, al di là dei pareri tecnici positivi già espressi, una valutazione che tenga conto non solo delle matrici ambientali, ma più in generale del contesto e delle vocazioni del territorio.
Non manca, nelle considerazioni della decisione, un’altra verifica. Quella sui benefici che la centrale potrebbe apportare al territorio «sia direttamente che indirettamente attraverso, ad esempio, la realizzazione di un teleriscaldamento a vantaggio degli abitanti». Si vedrà, dunque, dove andrà a pendere l’ago della bilancia e se l’uso del calore geotermico per riscaldamento e anche a servizio delle aziende potrà avere la meglio sull’impatto paesaggistico e sull’immagine di un territorio incontaminato che i produttori di olio e vino in primis vogliono comunicare al mondo.
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