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centro storico e baby vandali

Commercianti disperati «Siamo sotto assedio»

Commercianti disperati «Siamo sotto assedio»

GROSSETO. È sera quando una ragazzina si cala pantaloni e slip e si mette a far pipì per strada, in centro storico, di fronte ai suoi amici. Forse è il suo modo per dimostrarsi tosta. I locali sono...

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GROSSETO. È sera quando una ragazzina si cala pantaloni e slip e si mette a far pipì per strada, in centro storico, di fronte ai suoi amici. Forse è il suo modo per dimostrarsi tosta. I locali sono ancora aperti e passa gente.

Siamo in via Vinzaglio. Poche sere fa. La giovane (età presunta 15-16 anni) ha accanto a sé i coetanei che tirano fuori un cellulare e le scattano una foto. Lei consenziente si mette in posa ridendo a crepapelle come loro. Selfie, applausi mentre urina: l’adolescente si fa immortalare con le parti intime in bella vista mentre i maschietti la osservano sghignazzando e i titolari dei locali aperti sono sbalorditi. Lì accanto scene simili: parolacce tra maschi e femmine e discorsi triviali sul sesso pronunciati per lo più da ragazzine che non vogliono restare indietro rispetto agli altri, anzi: come fossero attratte da una rincorsa sessista fanno di tutto per sembrare «grandi e mascoline, vanno in giro con le bottiglie di birra in mano parlando di sesso spinto». Ce lo raccontano i commercianti del centro, che hanno assistito allibiti - in queste sere - a un divertimento grezzo e becero che non si è fermato alle urla ma ha fatto anche danni. Bici rotte, vasi e vetri spaccati sono all’ordine del giorno o quasi, per le vie del centro storico sempre più in balia di gruppi di adolescenti, soprattutto nel weekend.

Donatella Camarri, titolare insieme al marito Marco Alpi del pub Hungry years, racconta che la settimana scorsa è stata campale, «ma più o meno ogni sera capita qualcosa. Siamo in ostaggio» dei baby vandali». L’ultimo episodio è successo poche notti fa. «Erano le 1,30 passate - racconta Donatella - e noi eravamo ancora aperti quando sono passati alcuni ragazzini che prima erano fermi nella piazzetta vicina. Urlavano, uno di loro vomitava: forse aveva bevuto. A un certo punto si sono messi a correre e si sono avvicinati al nostro locale dove (indica, vedi foto sopra) hanno iniziato a buttare per aria le nostre sedie qui all’aperto. Uno sfacelo. Poi si sono diretti alla bici di Marco, che era legata con la catena al tubo qui di fronte. Catena che per inciso era anche parecchio spessa. Hanno strattonato la bici e l’hanno fatta volare per aria, l’hanno tutta spaccata. Io a quel punto sono uscita mentre loro erano passati già oltre. Ero infuriata come una iena e ho provato a raccattare quel che restava della nostra bici, sempre agganciata con la catena: cercavo di rimetterla in piedi ma era tutta storta, ormai il danno era fatto. Nel frattempo è passata una pattuglia delle Volanti, col lampeggiante acceso e a passo d’uomo. Sono corsa incontro agli agenti a raccontare tutto e a chiedere aiuto. Ormai credo che noi tutti, qua, abbiamo bisogno di un aumento della vigilanza. La verità è che siamo ostaggio di questi ragazzini che si ubriacano e si divertono a fare danni. È il caos. Basta chiedere a chiunque». Basta fare qualche rapido giro per avere conferme.

Caos è stato, in queste sere, anche in fondo a via Vinzaglio, di fronte al ristorante L’angolino dove si segnalano altri danni. «È capitato anche a noi - racconta Francesco Ferraris - ma tanto è un continuo. Noi abbiamo fiori e cassettine della frutta attaccate qua fuori al ristorante: una mattina siamo arrivati ed erano tutte in terra. Noi chiudiamo intorno a mezzanotte; i ragazzini arrivano dopo. Qui davanti c’è sì una telecamera comunale ma è puntata da un’altra parte, non gira più verso di noi...» (come ha spiegato il Comune, non funziona bene e dev’essere portata a fare manutenzione).

Torna sotto i riflettori - intanto - la questione dell’alcol agli adolescenti, col divieto di vendita che (secondo molti essercenti) tende a essere aggirato grazie ai maggiorenni del gruppo che acquistano birra e la passano ai minori. Secondo Filippo Trubbiani, titolare del Bar Montebello, romano con larga esperienza nella Capitale (è stato per anni il gestore dell’unico ristorante aperto tutta la notte, 24 ore su 24), una soluzione c’è. «Ed è quella messa in pratica a Campo dei Fiori, a Roma, dov’è vietato addirittura il consumo di alcolici all’aperto dopo le 23». Un rimedio che a suo parere permetterebbe di non far più aggirare i divieti con furbeschi escamotage.

In questo periodo il gruppo dei giovanissimi sta cambiando abitudini e zone. In via Vinzaglio è chiuso il locale Why not e ora assembramenti e rumori si concentrano più in piazza san Francesco, dove già stanno producendo polemiche e fastidi. Anche le mura continuano a essere sotto scacco: quadri elettrici divelti, bottiglie di birra e sporcizia lasciate in giro. Il busto di Mazzini che diventa “Salvini” (vedi foto).

Elisabetta Giorgi

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