Il Tirreno

Grosseto

Spara contro il ladro e lo ferisce: fermato per tentato omicidio

di Francesca Gori
Il podere dove è stato tentato il furto (foto Bf)
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Il podere dove è stato tentato il furto (foto Bf)

Grosseto: emessi cinque provvedimenti, in stato di fermo anche i malviventi. Il ferito è ancora in ospedale

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GROSSETO. Un terreno protetto da un grande cancello chiuso con un lucchetto e il cartello di proprietà privata. Una Fiat Punto blu, parcheggiata là con le chiavi inserite nel cruscotto e quattro ladri, con i borsoni che contenevano quello che avevano rubato durante la notte in alcuni appartamenti, determinati a salire su quell’auto per scappare.

Comincia così, alle cinque del mattino, uno dei lunedì tragici in Maremma. E finirà con cinque persone in stato di fermo: quattro malviventi e un ex poliziotto che ha sparato a uno dei banditi.

IL FATTO

I cani, due pastori maremmani, abbaiano, l’uomo che vive in quel terreno si sveglia, impugna una pistola calibro 7.65 e spara contro i malviventi, colpendone uno. Trapassandolo, con un proiettile, all’addome. Erano in quattro, i romeni entrati nel terreno di Bruno Poeti, 62 anni, ex poliziotto in pensione. Salgono sulla sua Fiat Punto e scappano. Lui prima chiama il 113, poi decide di andare alla caserma dei carabinieri a sporgere denuncia per il furto della sua auto che i militari ritrovano qualche ora dopo in un fossetto nella zona dietro al Pizzetti. Senza dire però ai militari, che aveva esploso alcuni colpi di pistola. Quattro, forse cinque, sparati in quel podere che si trova in fondo a via del Querciolo, strada di campagna tra Grosseto e Marina.

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Cambia scena, cambia protagonista. Siamo nel cuore della città, questa volta, siamo all’ospedale Misericordia di Grosseto. C’è un ferito che perde molto sangue. Ha 39 anni e si chiama Ion Nicolai Farcas. I suoi complici (i cui nomi non sono stati resi noti dalla Procura), alle 7,24 del mattino, lo lasciano davanti al pronto soccorso dove viene subito preso dai sanitari e trasferito in sala operatoria. Le sue condizioni erano gravi, ma il romeno, che è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, non sarebbe in pericolo di vita e ora è piantonato in ospedale. Le telecamere di videosorveglianza del Misericordia riprendono tutta la scena: l’arrivo del furgone bianco, sul quale da qualche giorno si era fermata l’attenzione degli uomini delle Volanti. Non si legge la targa, ma i poliziotti della questura vanno a colpo sicuro: sapevano che quel furgone veniva utilizzato da alcuni uomini di nazionalità romena che vivevano in città, in un palazzo di via Aurelia sud, dove si sono fermati ieri mattina. E poi conoscono l’uomo colpito dal proiettile: Ion Nicolai Farcas era già finito nei guai, qualche tempo fa, per un furto di rame. E gli uomini sui quali i poliziotti avevano messo gli occhi addosso nei giorni scorsi avevano tutti precedenti specifici per reati contro il patrimonio.

L’arrivo delle Volanti non passa inosservato: ci sono persone affacciate alle finestre, qualcuno che dice qualcosa, si captano espressioni di tensione. Gli uomini della questura decidono di entrare nell’appartamento, dove trovano due romeni che fingono di dormire. Con i vestiti sporchi di sangue e le scarpe ancora ai piedi. Raccontano una storia che non ha né capo e né coda, dopodiché decidono di dire la verità: confessano il furto e spiegano che quando sono arrivati al podere di Poeti per rubare quell’auto che sarebbe servita loro per scappare, l’uomo ha fatto fuoco. Ma ancora manca all’appello un terzo uomo, che è stato rintracciato poco dopo dalla polizia.

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LE INDAGINI

I tre sono stati tenuti tutto la giornata di lunedì in questura per essere interrogati, insieme all’ex poliziotto di 62 anni. L’indagine della squadra mobile della questura di Grosseto, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, dovrà chiarire ancora alcuni punti che sono rimasti oscuri: la traiettoria del proiettile che ha colpito Farcas, se il colpo è stato sparato alla schiena dell’uomo o no. Ma anche il mezzo con il quale i quattro sono arrivati in via Aurelia sud, al loro appartamento, per prendere il furgone e accompagnare il trentanovenne all’ospedale. Dalla zona del Pizzetti all’appartamento dove sono stati trovati i due romeni, la distanza non è eccessiva: ma diventa davvero troppa per un uomo il cui addome è stato passato da parte a parte con un proiettile calibro 7,65.

I ladri, durante la fuga, hanno lasciato i borsoni con la refurtiva che avevano racimolato durante la notte. Refurtiva che è stata sequestata dalla squadra mobile e che servirà per risalire ai legittimi proprietari, aggiungendo un tassello in più al puzzle che la Procura sta cercando di ricostruire incrociando i racconti dei tre romeni con quello del proprietario del terreno al Querciolo.

Una ricostruzione che solo loro potranno fare: non ci sono vicini nel raggio di un chilometro e ieri mattina, in via del Querciolo, solo pochi sapevano cosa era accaduto soltanto poche ore prima in quel fazzoletto di terra che si apre alla fine di una strada bianca. Una strada che può essere imboccata solo di proposito e non per sbaglio.

IN 5 IN STATO DI FERMO

Come detto, è finita con cinque persone in stato di fermo la sparatoria al Querciolo: i quattro romeni - tra i quali anche Ion Nicolai Farcas, l’uomo ricoverato all’ospedale Misericordia dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico -  e anche l’ex poliziotto in pensione, che ha impugnato la pistola e fatto fuoco.

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