Sicurezza
«Non mi ricandido ma appoggio Mascagni»
Simone Marchetti, capogruppo di Api Udc: «Sono stato in consiglio 15 anni, ora darò una mano a lui»
GROSSETO. Simone Marchetti è consigliere comunale da 15 anni. Tre mandati consecutivi: il primo da opposizione alla giunta Antichi, il secondo e il terzo in maggioranza, al fianco di Bonifazi e Borghi. Dopo aver militato nel Pd (proveniente dalla Margherita), dal 2011 è capogruppo di Api-Udc ed è membro della IV commissione (Urbanistica), quella presieduta appunto da Lorenzo Mascagni. Marchetti non si ricandiderà ma sosterrà Mascagni.
È così? «Confermo la decisione di non ricandidarmi, nonostante l’impegno di Mascagni mi abbia fatto tornare voglia, entusiasmo e fiducia nella politica. Da qui al 6 marzo farò quanto nelle mie possibilità per dargli una mano. Poi, siccome non sono iscritto al Pd e non mi sento vincolato in alcun modo a questa alleanza ma principalmente all’uomo Mascagni, se il risultato delle primarie di coalizione non dovesse premiare Lorenzo mi guarderò intorno. Credo di non essere il solo a fare questo ragionamento».
Come giudica gli ultimi dieci anni di governo del centrosinistra a Grosseto? «Non sono un ipocrita e detesto difendere l’indifendibile. Non è stato un decennio facile. La crisi ha martellato forte e il sindaco e la giunta hanno provato a tenere botta, a volte riuscendoci, altre volte no. Si poteva fare di più, per esempio nel controllo sui manager della sanità, si può fare di più nella gestione di Sei Toscana. Sono queste, peraltro, le battaglie principali di Api-Udc».
Posizionamento personale o dell’area Api-Udc? «Al momento personale».
Come nasce la stima per Mascagni? «Veniamo dalla stessa parte, lo conosco da tanti anni e tante volte ne ho apprezzato le capacità, gli interventi, lo spessore. Una persona speciale, semplice eppure culturalmente profonda».
Perché non Borghi? «Perché ha già governato negli ultimi dieci anni, mostrando pregi e difetti. Prima da assessore e poi da vice di Bonifazi. Mi pare che sia il suo partito a non dargli fiducia. Trovo buffo oggi che Borghi si scagli contro la nomenklatura (identificandola con i vari Marras, Simiani, Biliotti), perché ai miei occhi lui ne fa parte come quelli che critica e contesta».
Ma anche Mascagni è stato consigliere comunale. Non si può dire che sia estraneo alle scelte compiute. «C’è una bella differenza tra un consigliere comunale e un amministratore. Lo dice uno che ha trascorso 15 anni in consiglio». (g.b.)
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