Il Tirreno

Grosseto

La città (in)sicura, parlano i candidati

Videosorveglianza, vigilanza sul territorio, recupero di zone: ecco le ricette degli aspiranti sindaci del capoluogo

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GROSSETO. Ai candidati a sindaco nelle prossime elezioni amministrative di Grosseto - quelli già investiti come Giacomo Gori (M5s), Carlo Vivarelli (Movimento Toscana Stato) e Antonfrancesco Vivarelli Colonna (centrodestra) - e ai due contendenti del centrosinistra, cioè il vicesindaco Paolo Borghi e l’avvocato Lorenzo Mascagni, abbiamo chiesto come intendono affrontare il problema sicurezza alla luce degli ultimi casi di cronaca: vandalismi nel centro storico di Grosseto, microcriminalità nei quartieri periferici e nelle frazioni.

Tutti sono concordi sul fatto che, all’utilizzo della tecnologia per riconquistare la tranquillità perduta, si debba aggiungere un lavoro d’intelligence e vigilanza sul territorio da parte delle forze di polizia. Si tratta comunque di cinque diverse ricette per rendere di nuovo sicura la comunità grossetana. La sicurezza, almeno in teoria, dovrebbe essere un bisogno percepito da tutti allo stesso modo. Che non deve dividere ma semmai compattare i cittadini e le forze politiche e sociali. Nella partita, a Grosseto, giocano un ruolo importante anche i comitati spontanei, che da un anno a questa parte hanno alzato la voce, rendendo visibile il malessere causato da questa situazione. Non vi è dubbio che sarà - il tema della sicurezza – uno degli argomenti-chiave della campagna elettorale appena avviata.

Gabriele Baldanzi

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