Il Tirreno

Grosseto

La Casa dei pesci cerca sponsor per salvare il mare

di Ivana Agostini
La Casa dei pesci cerca sponsor per salvare il mare

Paolo Fanciulli ospite in Rai alle “Falde del Kilimangiaro” L’appello ai privati: «Aiutateci a sostenere il nostro sogno»

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TALAMONE. Va avanti il progetto della Casa dei Pesci.

Paolo Fanciulli, alias Paolo pescatore com’è ormai conosciuto, ha portato il progetto della Casa dei Pesci nella trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro”. È lui il pescatore di Talamone che da una vita combatte contro la pesca a strascico illegale. «Voglio continuare a mettere in mare altri blocchi di marmo per cercare di interrompere la rovina dei fondali marini – spiega Fanciulli – e creare un parco marino sott’acqua. Faccio il pescatore e ho visto il mare morire pian piano. Tutto questo va fermato». Il progetto di Paolo, mettere dei dissuasori nei fondali, è destinato a creare negli abissi marini una vera e propria casa per i pesci in modo che questi abbiano la possibilità di sfuggire dalla pesca illegale. «Con i dissuasori - dice – chi getta la rete non pesca». Un progetto costoso che ha bisogno anche del sostegno economico di tutti coloro che vogliono combattere e salvare l’ecosistema marino. I blocchi sono stati donati dalla Cava Michelangelo di Carrara. Gli artisti hanno donato spontaneamente la loro opera ma la posa in mare è costosa e richiede un grande dispendio di soldi così come il trasporto dei blocchi che sono ancora a Carrara.

Le prime opere sono state messe in mare a maggio quando il sogno di Paolo è diventato realtà. Lui però non si ferma e come ha detto visibilmente emozionato in trasmissione, «di blocchi ne voglio mettere 100». Il progetto dunque prosegue e la Casa dei Pesci cercherà di mettere a mare altri blocchi già da maggio. Blocchi già pronti, scolpiti e sul territorio. Per quanto riguarda gli artisti che scolpiranno i blocchi, la Casa dei Pesci e la Fondazione Grosseto Cultura stanno portando avanti un progetto con le Accademie delle Belle arti dalle quali gli organizzatori hanno ricevuto disponibilità.

«Ci sono professori di scultura con i loro allievi - spiega Paolo – che si sono dichiarati a favore». Sono ovviamente tutte “linee di sviluppo”. Si tratta però di un iniziativa che non ha risorse pubbliche se non in minima parte e ha perciò bisogno del sostegno dei privati.

«Solo con l’aiuto di finanziatori potranno andare avanti i nostri progetti di salvaguardia del mare». A breve sarà attivato un sistema che dovrebbe rendere più facili le donazioni. Nel frattempo chi è interessato può ugualmente dare un contributo. Tutte le informazioni sono consultabili nel sito della Casa dei Pesci. Un’iniziativa per la quale esiste un protocollo di intesa firmato con le istituzioni che coinvolge Comuni, Provincia e Regione.

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