Sicurezza
Indagini a ritmo serrato In serata i provvedimenti
GROSSETO. È finita con cinque persone in stato di fermo, la lunga giornata cominciata ieri mattina prima dell’alba con la sparatoria al Querciolo. I quattro romeni, tra i quali anche Ion Nicolai...
GROSSETO. È finita con cinque persone in stato di fermo, la lunga giornata cominciata ieri mattina prima dell’alba con la sparatoria al Querciolo. I quattro romeni, tra i quali anche Ion Nicolai Farcas, l’uomo ricoverato all’ospedale Misericordia dove ieri è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha coordinato le indagini della squadra mobile dopo che ieri mattina era in tribunale per un’udienza. Per tutto il giorno i poliziotti, guidati da Armando Buccini, capo della squadra mobile della questura, hanno ascoltato i racconti dei tre romeni che erano insieme al trentanovenne nel podere di Poetai. E anche l’ex poliziotto in pensione che ha impugnato la pistola e fatto fuoco, è stato sentito dal magistrato e dagli uomini della mobile.
La giornata si è conclusa poi con cinque provvedimenti di fermo: uno a carico di Bruno Poeti, gli altri invece per i quattro uomini che hanno rubato la sua auto prima di abbandonarla lungo la strada che riporta verso la città.
Mentre in questura si riempivano pagine e pagine di verbali per ricostruire quello che era successo la mattina, su Internet quasi tutte le persone che hanno commentato la notizia della sparatoria hanno difeso Poeti. «Dovrebbero farlo sindaco», hanno scritto in diversi. Segno che la misura, in città come in provincia, nei confronti dei furti ha raggiunto il limite. «Ora sarà lui a pagare il prezzo più alto, perché in italia funziona così: se uno ti entra in casa e ruba e tu gli spari, ha anche ragione».
Sabato in piazza Dante c’è stata la manifestazione per la sicurezza e in città si sono accese 300 fiaccole. Per Bruno Poeti ci sono state soltanto parole di incoraggiamento, applausi. «Ma quali primarie - scrive un altro lettore - bisogna fare Bruno sindaco».
Di furti, negli ultimi mesi, ce ne sono stati molti: nelle case, nei ristoranti, nei bar.
«Tutta la mia solidarietà al signor Bruno. Che stavano facendo dentro casa sua?», si chiede Michela e ancora: «Male a quelli che sono andati di fuori», commenta Marco. «In piazza tutti se viene incriminato. Grande coraggio, Bruno siamo con te», scrive un altro lettore.
Commenti che si sono rincorsi per tutto il giorno sulle pagine dei gruppi nati su Facebook, sulle pagine dei quotidiani. Erano giorni, ormai, che in tanti si dicevano pronti a sparare: Bruno Poeti lo ha fatto e ora è in stato di fermo.
Francesca Gori
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