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Geotermia a Montorio «Serve informazione»

CASTELL’AZZARA. Il progetto geotermico Montorio ipotizzato nella zona del tufo e delle colline maremmane, fra Castell’Azzara, Sorano, Pitigliano, Manciano, Scansano, continua a far discutere, dopo l’i...

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CASTELL’AZZARA. Il progetto geotermico Montorio ipotizzato nella zona del tufo e delle colline maremmane, fra Castell’Azzara, Sorano, Pitigliano, Manciano, Scansano, continua a far discutere, dopo l’incontro che si è tenuto a Castell’azzara il 4 febbraio.

L’evento è stato organizzato da Sergio Tamassia, primo firmatario di una lunga lista di aziende che hanno chiesto all’unione comuni Amiata grossetana e all’unione delle colline del Fiora un dibattito.

Sono cittadini, imprenditori, titolari di aziende agricole, turistiche e commerciali quelle che con una lettera agli enti invocano di valutare se vi sia incompatibilità fra sfruttamento geotermico e risorse idropotabili e d’uso agricolo di questa porzione di territorio, se vi è pericolo di un danno paesaggistico irreversibile e un danno per le attività economiche che identificano il profilo della Toscana. L’organizzatore, Sergio Tamassia, parla dell’incontro come «atto dovuto alle associazioni e alle imprese. Non c’erano fronti politici - sottolinea - ma solo preoccupazioni trasversali alle convinzioni politiche». I 33 firmatari delle lettere che sono poi sfociate nell’incontro del 4 febbraio sono quanto di meglio possiede il territorio di Sorano, Pitigliano, Manciano, Castell’azzara: le terme di Sorano e Saturnia, il caseificio di Manciano, di Murceti e Renai di Castell’Azzara, Il salumificio di Sorano e poi agriturismo, case vacanze, ristoratori e la Coldiretti di Grosseto. Anche il sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati precisa: «L’importante - dice - è approcciarsi al problema geotermia a media entalpia, a ciclo binario, senza emissioni in aria, privi di preconcetti. La cittadinanza deve sapere di cosa si tratta. Se si parte già decisi a dire no, ma anche a dire sì, non si combina nulla. Sul problema ci vuole informazione e la certezza che nessun danno venga arrecato alla salute dei cittadini. E ancora un’altra cosa - aggiunge Fortunati- Il geologo Cesare Papalini presente all’assemblea non si è schierato contro alla geotermia a media entalpia, ma ha messo in evidenza che occorre essere certi della consistenza e della solidità delle aziende che chiedono di sfruttare la risorsa, perché spesso hanno basso capitale sociale e sono aziende minuscole. Ma questo - chiude Fortunati- è un problema politico. A noi interessa che la popolazione si faccia un’opinione con un’informazione corretta e non parziale. Bisogna valutare i pro e i contro, capire se si possa attivare qualcosa di positivo dalla geotermia a media entalpia o se sia una soluzione da scartare. Senza preconcetti come spesso è avvenuto». (f.b.)

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