Sicurezza
Consiglio comunale aperto, si parla di rifiuti
Bonifazi, Tei e Carosi illustrano la posizione del Comune. In discussione due mozioni di M5S
GROSSETO. C’è il tema della gestione dei rifiuti al centro della seduta del consiglio comunale convocato per mercoledì 10 febbraio 2016 alle 9.15.
Sarà un consiglio comunale in seduta aperta per quanto concerne il primo punto all’ordine del giorno in cui si discuterà, anche con contributi esterni (tra cui rappresentanti di Sei Toscana e dell’Ato Rifiuti Toscana Sud) delle politiche di gestione dei rifiuti.
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Successivamente il consiglio comunale esaminerà in seduta ordinaria due mozioni sempre in materia di rifiuti, entrambe presentate dal Movimento 5 Stelle: una sull’affidamento tramite gara del servizio di gestione integrata di ambito a Sei Toscana, l’altra sull’abrogazione del titolo 3 capo 1 della legge regionale 69 del 2011 con cui sono state istituite le tre Ato Rifiuti attuali (Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana Sud).
Alla vigilia della seduta il sindaco Emilio Bonifazi ha voluto fare chiarezza sulla posizione del Comune rispetto a questi temi insieme agli assessori Tei e Carosi. L’ha fatto ragionando in prima battuta su un dato storico.
«La gestione dei rifiuti che abbiamo oggi – sottolinea Bonifazi - è frutto di un percorso lungo cominciato nel 1987, anno della prima approvazione del piano provinciale dei rifiuti; poi alcune varianti nel 1995 e la definitiva approvazione da parte del consiglio provinciale nel 2002. Il piano industriale di Ato, approvato all’unanimità da tutti i sindaci del nostro territorio, è del 2005. Nessuna scelta è di per sé immodificabile ma bisogna tenere conto dei tempi che ci sono voluti per arrivare alla gestione attuale che ci consente comunque di avere un sistema strutturato e autosufficiente in cui non c’è più bisogno di portare altrove i propri rifiuti a smaltire come accadeva fino al 2010».
L’assessore Arsenio Carosi difende invece la legittimità delle Ato Rifiuti che seguono le regole della legge regionale che a sua volta rispetta la legge nazionale.
«Sono obbligatorie per legge – dice Carosi – e, piaccia o meno, non se ne esce con una semplice discussione in consiglio comunale. Quanto alle polemiche sulla gara per l’affidamento del servizio a Sei Toscana è già stata fatta sufficiente chiarezza e, se non si concorda, esistono gli organi preposti a cui rivolgersi. Questo non esclude che a livello di Ato sia auspicabile un maggior coinvolgimento dei Comuni nel processo decisionale e nel controllo sul gestore del servizio».
L’assessore Giancarlo Tei sottolinea invece i benefici legati al recente ingresso nell’ambito dell’Ato Toscana Sud dei sei comuni della Val di Cornia (Piombino, Sassetta, Suvereto, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci e San Vincenzo).
Si tratta di un apporto annuo dalle 9.000 alle 12.000 tonnellate di rifiuti che rende adesso l’impianto delle Strillaie adeguato al territorio.
«Ma bisogna fare di più – dice Tei – per incentivare la raccolta dell’organico che porterebbe importanti risparmi».
E proprio in tema di costi e tariffe non viene certo trascurato dal sindaco il nodo dell’onerosità della Tari per i grossetani.
«Il costo è eccessivo – dice Bonifazi – ma non solo a causa di una raccolta porta a porta ancora insufficiente: ci sono altri fattori che incidono come il peso che hanno sulla tariffa (dal 13 al 20% del totale) i costi incomprimibili per la bonifica dell’ex discarica delle Strillaie. Sono costi presenti da dieci anni a cui in passato qualcun altro non aveva pensato attraverso i cosiddetti accantonamenti post mortem». «Al netto dei costi di bonifica – precisa Carosi – le nostre tariffe non sono poi così distanti dalle medie nazionali».
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