Proteste
Duecento grossetani chiedono più sicurezza
In tanti sfilano alla fiaccolata per una città più vivibile. Parla il barista derubato Turbanti: «Ben venga l’esercito, ma ci accontentiamo di vedere più divise in giro»
GROSSETO. Alla fiaccolata per una Grosseto più sicura parla Christian Rispoli, proprietario del bar Scream di via Saturnia, svuotato dai ladri poco più di una settimana fa. Gli hanno portato via soldi e persino bottiglie al barista Christian. È arrabbiato. I grossetani lo ascoltano. Più lui di qualunque altro politico si presentasse al cospetto di quei grossetani – diverse decine, circa duecento a colpo d’occhio i presenti – che ieri si sono assiepati in piazza Dante con un’idea in testa: vogliono più sicurezza, nel senso che – nella loro case – voglio godere del diritto a dormire sonni tranquilli. È infatti soprattutto di furti che si parla: dell’«escalation», dell’assalto a appartamenti, tabaccherie, ristoranti, bar. È questo che fa paura. «Chi entra in casa tua – dice Rispoli – mette le mani nelle tue cose, fruga nella tua intimità». È una forma di violenza, subita, senza dubbio. «Nel mio bar è entrata una signora – dice il barista alla folla – e mi ha detto: “aiutami”».
«Grosseto siamo noi – continua Rispoli – Paghiamo le tasse, paghiamo tutto. E non ci danno niente. Ora vogliamo risposte». Ce l’ha con chi amministra la cosa pubblica, ora, il barista Christian.
«Speriamo possa servire a qualcosa» mormora un marito ad una moglie. Intanto gli organizzatori, “Uniti per una Maremma migliore”, distribuiscono candele. É una fiaccolata. Ci sono volantini giallo ocra che circolano – con su scritto “Basta” seguito da tre punti esclamativi – e firmati “Cittadini per la sicurezza”. Ci sono striscioni srotolati dai supporter su cui leggi “Si può fare di più”. Ci sono tante donne. Pochi giovanissimi, forse perché è sabato e hanno i loro ritrovi da frequentare. Tant’è che chi prende consapevolmente parte alla fiaccolata per la sicurezza si mescola e si confonde con chi è uscito di casa per “il passeggio” del sabato o per l’aperitivo. Sono le 18, del resto.
Davanti al Duomo c’è Fausto Turbanti, di “Uniti per una Maremma migliore”: «Questa fiaccolata – dice – non ha un bollo politico. Noi non vogliamo metterci su il cappello. C’è chi vuole cavalcare l’onda, ma il diritto alla sicurezza – continua – è di tutti».
A Turbanti la domanda la facciamo diretta: la proposta dell’esercito in strada la rilanciate oppure no? «Ben venga l’esercito – risponde – ma la proposta è stata bocciata, nonostante le quasi 3.000 firme che abbiamo raccolto». E dunque? «Noi saremmo contenti – dice – se vedessimo più divise in città». Tanto per cominciare. Sarebbero il cosiddetto «deterrente», come si suole dire. «Carabinieri e polizia – continua – sanno fare il loro mestiere. Cominciamo a togliere un po’ di piantoni dalla Procura e dalla Prefettura e mettiamo più uomini in strada».
Intanto il passeggio del sabato continua e il barista Christian riceve la solidarietà di tanti concittadini. «Anche da me sono entrati...» gli dice una donna. «Oggi entrano da me, domani da Fausto – dice Rispoli – dopodomani a casa di questa signora...». E questo per i grossetani non va bene. Non lo vogliono. È qualcosa che destabilizza perché mina le tue sicurezze, appunto.
Giovanna Mezzana
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