Proteste
Rubano un'auto e svaligiano un ristorante
Due colpi in una notte lungo la strada della Trappola. I carabinieri trovano la vettura a Rieti
GROSSETO. Era stata rubata poco fuori Grosseto e guidata dai ladri per 300 chilometri, prima d’essere abbandonata nel Lazio. È stato questo il tragitto di una Citroën C3 trafugata in Maremma e recuperata dai carabinieri del Norm nelle campagne di Rieti. La storia risale alla settimana scorsa ma è culminata in queste ore in cui le indagini hanno condotto oltre i confini toscani a caccia degli autori del colpo.
Un colpo “doppio”, dato che i ladri non solo hanno rubato l'auto ma con quella hanno ripulito pure il ristorante di un casale. È solo l’ennesimo caso di una lunga lista di episodi criminosi ai danni di attività commerciali che si sta allungando a vista d’occhio. Lo Chalet, il Barracuda, lo Scream bar, il bar La Vasca, la pizzeria I tre lampioni, il ristorante Il Querciolo. Ora anche il Casale Santo Stefano.
Stavolta i malviventi sono entrati in azione la notte tra mercoledì e giovedì nella zona della Trappola. Prima vittima è stata la Citroën C3 color sabbia proprietà di una grossetana che la sera aveva parcheggiato l’auto nel cortile. La mattina dopo la vettura era sparita e la ragazza ha sporto denuncia ai carabinieri. Con la sua macchina i ladri si sono diretti al Casale Santo Stefano, sempre sulla Trappola, a circa 500 metri in linea d’aria dal luogo del primo furto. I malviventi - racconta Massimiliano Ferrari, proprietario del Casale derubato - «sono entrati da me e hanno rubato una consolle da gioco, il monitor di un pc, un dvd portatile con lo schermo». Poi bottiglie e liquori, una Magnum di spumante e pure monetine da 2 centesimi. «Si sono attaccati anche a quelle, sì... Ci siamo accorti del furto la mattina dopo alle 7 quando ci siamo svegliati». Il bottino ammonta a qualche migliaio di euro. Fortuna vuole che i malviventi siano entrati solo nel ristorante, a quell’ora vuoto, senza penetrare negli appartamenti in cui «dormono i miei familiari». Può darsi che a un certo punto siano stati disturbati e siano scappati: «davanti alla consolle c’erano un amplificatore costoso e altre cose che potevano essere portate via e invece sono state lasciate».
Un particolare: nel cortile del Casale Santo Stefano i ladri hanno abbandonato una ruota di scorta, proprio quella della Citroën C3 che era stata rubata poco prima. Un particolare che ha fatto ricollegare i due furti. In questo modo i malviventi si sono fatti spazio per caricare in macchina la refurtiva del ristorante. Il proprietario è amareggiato. «Ora ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti; conclude.
Intanto due giorni fa c’è stata una svolta. I carabinieri del Norm di Rieti hanno scoperto la macchina in una zona di campagna non lontano dalla città laziale. La vettura, rubata per commettere un secondo furto, aveva viaggiato per 300 chilometri e terminata la sua missione era stata abbandonata a bordo strada. In queste ore sarà restituita alla proprietaria. Nessuna traccia, invece, della refurtiva del Casale, anche se i militari continuano i rilievi per capire se vi siano ulteriori tracce utili a proseguire le indagini.
In questi giorni si contano in Maremma parecchi furti d’auto. Il 26 gennaio è stata rubata una Chevrolet a Pietro Ferrante, titolare del ristorante Renzo e Lucia di Roselle. Il proprietario aveva posteggiato in via Emilia ed era sceso a comprare le mozzarelle di bufala per il menu serale e non l'ha più trovata. È andata a buon fine invece la storia di Bruno Beltrami, ottantaduenne di Caldana cui era stata portata via la Fiat Panda martedì, alle 2.45 dal parcheggio sotto casa: due giorni fa i carabinieri di Marina l’hanno ritrovata.
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