Lutto
Marittimi, la rabbia continua Venerdì 12 un nuovo incontro
Forti della manifestazione di mercoledì scorso, gli operatori nautici proseguono la loro battaglia Scotto e Amato: «Siamo tutti uniti. Il prossimo step è discutere una linea comune da portare a Roma»
PORTO SANTO STEFANO. Il documento condiviso, consegnato dalle associazioni di categoria al comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano Tullio Arcangeli, deve essere solo un punto di partenza.
Ben dodici sono i loghi presenti sul documento, segno di concreta unione tra i rappresentanti della categoria provenienti da tutta Italia. E i marittimi che si sono presentati sul piazzale Candi mercoledì mattina hanno fatto sentire la loro voce. La manifestazione, infatti, ha soddisfatto gli obiettivi che questi si erano prefissati.
«Volevamo far conoscere all’opinione pubblica la nostra situazione drammatica - commentano due degli organizzatori, Maurizio Amato e Luigi Scotto - e a Roma volevamo far arrivare il nostro messaggio di rabbia e preoccupazione. Altro punto positivo, inoltre, è stato quello di unire in un solo documento più di 10 associazioni di categoria. C’è stato un massiccio impiego di televisioni, giornali e social. Da fonti attendibili sappiamo che Ministro e Ministero hanno ricevuto le nostre istanze, che la regione Toscana e vari senatori hanno preso a cuore il nostro problema e si sono messi a disposizione come nostri portavoce».
Insomma, i marittimi sono certi che la loro protesta, questa volta, sia arrivata forte e chiara. «La speranza - proseguono - è che il tavolo, che pare prossimo a essere convocato, veda presente quello che loro chiamano “coordinamento”, cioè tutte le associazioni presenti sul documento e che il Ministero, finalmente, ascolti ed accolga le richieste perché, appunto, fatte dall’intera categoria, evitando così quella che dovrebbe essere una manifestazione decisamente più “assertiva”, quella di Roma. È chiaro che non è pensabile neanche lontanamente che si possa accettare passivamente un danno così grande alla nostra possibilità di continuare a mantenere le nostre famiglie».
Raggiunti per il momento gli obiettivi prefissati nel breve termine, anche se il percorso non è certo finito qui per i rappresentati dei circa 60mila marittimi italiani. «Cosa più importante - proseguono - è che abbiamo finalmente trovato un’unione di intenti tra tutte le associazioni di categoria e venerdì 12 ci incontreremo di nuovo per discutere una linea comune da portare a Roma. Questa è la vera vittoria della manifestazione: avere una sola voce. D’ora in avanti il comportamento della nostra associazione sarà quello di non accettare richieste di incontri con il Mit come cani sciolti. Non daremo più delle nostre osservazioni, ma porteremo le istanze condivise di tutte le associazioni. Auspichiamo che questo sarà il primo punto all’ordine del giorno di venerdì prossimo e che sia il primo di tanti altri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google