Sicurezza
Lamioni corteggiato dalle civiche, lui ci pensa
La proposta gli è stata formalizzata all’Airone dalle sei liste coordinate da Massimo Felicioni Presente in sala Paolo Borghi. La decisione potrebbe dipendere dal risultato delle primarie
GROSSETO. «Se sarà indispensabile potrei anche candidarmi a sindaco di Grosseto, tanti amici da tanto tempo me lo chiedono».
Giovanni Lamioni non ha ancora deciso, anche se ieri, nella sala convegni dell’hotel Airone, la proposta gli è stata ufficializzata da parte delle sei realtà civiche che hanno unito le forze nel nuovo soggetto politico, Civiche per Grosseto, un’iniziativa guidata da Massimo Felicioni di Grosseto Oggi, che ha messo insieme Passione per Grosseto, il movimento creato proprio da Lamioni, il Forum dei Moderati, ideato ormai ben oltre un decennio fa da Fausto Giunta, il Comitato Ultima Chiamata, il Movimento Cristiano Lavoratori e Etica Cittadina.
«L’idea – ha spiegato Felicioni - è di creare le condizioni per una nostra candidatura e un nostro progetto che abbia tutti i connotati per poter esprimere la nostra idea di città, in un’ottica proprio di servizio. Più che mai la nostra iniziativa – ha detto ancora Felicioni – serve a indicare a Grosseto e ai suoi cittadini che la città può essere amministrata secondo un certo modello basato sulla civicità che può sopperire a certe mancanze di cui i partiti, in questo momento, stanno soffrendo».
Di qui l’idea di unire le forze delle sei liste civiche, i loro intenti e le loro visioni di città, uniti «anche sul punto – ha detto Felicioni – di avere una candidatura unica. Per quello che mi riguarda, questa è un’opportunità per continuare a insistere e chiedere ancora a Gianni Lamioni di rendersi disponibile a candidarsi come sindaco di Grosseto».
Il diretto interessato si mantiene, però, le mani libere. «Non ho ancora deciso – ha detto Lamioni – Ringrazio tutti, sono tanti amici, tante esperienze di servizio vere, di persone che antepongono l’interesse e il bene della città alle appartenenze partitiche che rischiano di essere degli steccati e non delle opportunità. Tanti amici – ha aggiunto – che da tanto mi chiedono un impegno diretto. Ma io farò di tutto per non accettare!».
Lamioni ha spiegato che il suo vero impegno è che «questa esperienza civica, che non deve completare il suo percorso con le elezioni di giugno, abbia un futuro e possa camminare in maniera autonoma. Il mio ruolo e il mio impegno vuole essere quello di favorire la crescita di questa esperienza civica che metta davvero al centro i problemi dei cittadini e la loro risoluzione».
Detto questo, però, Lamioni non si tira del tutto indietro.
«Se poi si dovesse rendere indispensabile il mio impegno per il buon esito di questa vicenda – ha concluso – allora ne ragioneremo».
Cosa dovrebbe rendere indispensabile il suo impegno diretto non è dato sapere.
Certo che la presenza, nel salone dell’Hotel Airone, di un nutrito drappello di esponenti del Pd, e soprattutto di tanti sostenitori della candidatura di Paolo Borghi, che peraltro ha fatto capolino in sala, fa sorgere il dubbio che alle decisioni delle civiche e di Lamioni non sarà estraneo il risultato delle primarie del centrosinistra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
