Sicurezza
Geotermia, Castell’Azzara apre all’ipotesi di centrale
Il sindaco Fosco Fortunati è possibilista: «Se è sicura, può rilanciare il territorio» Coro di no da geologi, produttori di vino e M5s: «Abbiamo altre vocazioni»
CASTELL’AZZARA. «Castell’Azzara è già inserita nel circuito geotermico data la sua vicinanza a Piancastagnaio e a Santa Fiora. Ne subiamo le conseguenze senza riceverne benefici. Sul fatto di una centrale a ciclo binario a media entalpia, quella di Montorio, non ho preconcetti, a patto che sia sicurissima che non vi sono pericoli per la salute dei cittadini. Anzi, potrebbe essere un’opportunità per rivitalizzare l’occupazione e dare una boccata di ossigeno al territorio».
Lo dice il sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati, presente, giovedì sera, all’incontro sulla geotermia. Al tavolo anche Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente, Aurelio Cupelli, referente di Sorgenia Green spa, Filippo Belisario geologo, Roberto Minervini biologo marino. Non c’era la sindaca di Sorano Carla Benocci per problemi familiari.
Molta la partecipazione dei cittadini erano andati ad ascoltare in che cosa consistere il progetto Montorio, chiacchieratissimo progetto geotermico a media entalpia contro il quale già hanno detto no sia Sorano che Acquapendente.
Castell’Azzara, invece, è in una posizione diversa. «Bisogna valutare bene il tutto – dice Fortunati – senza preconcetti, perché se il progetto è a rischio zero per i residenti, per l’ambiente e il sottosuolo, perché dire di no? Nostro obiettivo è rilanciare questo comune, e non tenerlo ai margini».
Una posizione, quella di Fortunati, sostenuta anche dal sindaco di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi presente in sala, favorevole alla “buona geotermia”.
Contrari, documentando la loro posizione, il geologo Cesare Papalini e l’ingegnere santafiorese Carlo Balducci, come anche il gruppo di produttori di vino e altri prodotti agricoli di Pitiglaino, Sorano e Manciano che sottolineavano, come accaduto anche in casi simili a Montenero d’Orcia e Monticello Amiata, che la vocazione dei territori non è quella geotermica, ma piuttosto rivolta a produzioni di qualità.
Nella vicenda progetto Montorio, che coinvolge i tre comuni di Castell’Azzara, Sorano e Acquapendente, fermamente contrario – sebbene per adesso si tratti solo di fare indagini per cauire se c’è vapore nel sottosusolo – è anche il M5S di Sorano e di Pitigliano. Il gruppo, non presente in sala, intende però ribadire la posizione già espressa in occasione del consiglio comunale aperto che si è tenuto a Sorano a novembre.
Lavinia Montanini, portavoce del M5s, rammenta che «alcune lettere recapitate dalla società titolare del permesso ai proprietari dei terreni avevano allarmato dei cittadini che non erano stati minimamente avvisati dalle istituzioni dell’indagine in corso. Il gruppo consiliare M5S di Sorano e Pitigliano è assolutamente convinto che la geotermia non sia compatibile con la nostra visione territoriale». Il M5s poi solleva un’altra questione: «Nessuno può dimostrare la sicurezza matematica dell’impianto geotermico. Per questo riteniamo che le amministrazioni debbano esercitare il principio di precauzione per la salvaguardia da ogni rischio dei propri territori. Servono azioni concrete altrimenti si corre il rischio di svegliarci depauperati di sovranità sul territorio come è accaduto con la bonifica, la sanità e i rifiuti». Il M5s con Svolta partecipata chiederà in consiglio che l’amministrazione indichi la sua posizione sulla geotermia e cosa intende fare se andasse avanti un qualsiasi progetto sul territorio.
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