Sicurezza
Crac Etruria, la banca non risponde e la mediazione salta
Grosseto, sono trascorsi i quindici giorni previsti dalla norma entro cui l’istituto avrebbe potuto ribattere alla richiesta di accordo di 101 correntisti maremmani. Confconsumatori si prepara alla citazione in giudizio. E intanto parte una nuova istanza
GROSSETO. Dritti alla meta. Si allunga la lista dei risparmiatori maremmani che si attrezzano per tornare in possesso dei risparmi bruciati dalle obbligazioni Etruria. Confconsumatori Grosseto ha presentato una nuova istanza per la mediazione obbligatoria, primo round da giocare anche nelle controversie finanziarie per trovare un accordo e evitare, laddove è possibile, il ricorso al giudice.
Si tratta di una seconda istanza che riguarda il caso di 10 risparmiatori e che arriva dopo quella già prodotta da Confconsumatori il 19 gennaio 2016 a tutela di 101 obbligazionisti maremmani per 2 milioni e 463.000 euro di capitale andato in fumo. Per “la carica dei 101” la prossima mossa sembra essere quella delle carte bollate “vere”: è trascorso il termine di quindici giorni dalla presentazione dell’istanza entro cui la banca aveva facoltà di rispondere alla richiesta dei 101 obbligazionisti; l’istituto poteva controbattere o tacere e ha scelto la seconda chance. Scaduti dunque i termini previsti dalla mediazione, i 101 risparmiatori possono portare in giudizio Banca Etruria di fronte al Tribunale di Grosseto e chiedere il risarcimento del danno subito. Ed è ciò che faranno nel giro di pochi giorni.
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La nuova tornata. Giovedì 3 febbraio Marco Festelli, avvocato grossetano, incaricato da Confconsumatori di occuparsi a livello nazionale degli effetti dell’affaire Etruria, ha depositato negli uffici della Camera di Commercio (organismo di mediazione accreditato) un nuovo tentativo di conciliazione. Riguarda dieci risparmiatori, di cui nove pensionati. I risparmi persi da costoro ammontano complessivamente a 155.000 euro: rispetto a quella della “carica dei 101” questa è una mini-tranche che conferma, però – semmai ce ne fosse stato bisogno – quanto i risparmiatori intendano andare avanti per recuperare i loro soldi. Dritti alla meta, appunto.
Mettersi al riparo. «Attualmente la situazione giuridica è piuttosto favorevole per gli obbligazionisti gabbati – valuta l’avvocato Festelli – Proprio per questa ragione non vorremmo che saltasse fuori qualche novità normativa (a cambiare il quadro): ad esempio, che si stabilisca che l’ente-ponte (la good bank, la Nuova Banca Etruria) non è responsabile del danno provocato dalla vecchia banca; il Governo non ha dato prova di grande sensibilità. Di conseguenza, prima si cristalizza la propria situazione (con un’azione di tutela come ad esempio quella intrapresa il 19 gennaio e il 3 febbraio, ndr) meglio è. Dopodiché vedremo se il fondo ipotizzato dal Governo coprirà tutto o in parte» il capitale perso dai risparmiatori.
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Il fondo. Intanto da quota 120 milioni di euro della prima ora sembrerebbe scendere a 100 milioni l’ipotetica dotazione finanziaria del fondo tirato fuori dal Governo come un coniglio dal cappello per restituire il maltolto ai risparmiatori. Teniamo conto che il valore dei titoli bruciati con la debacle delle quattro banche – Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti Cariferrara – ammonta a circa 430 milioni di euro (dato Confconsumatori). Anche nella migliore delle ipotesi – quella dei 120 milioni di euro – le risorse stanziate sarebbero una goccia nell’oceano: raggiunge 180 milioni di euro il valore dei titoli della big emissione 2013 – il “colpaccio” – della sola Banca Etruria. Salire sulla scialuppa messa in acqua dal Governo, significherebbe poi rinunciare all’azione legale: in pratica, o godi del fondo che ti rimpinguerà in parte o ricorri alle carte bollate. «Così sembra, per adesso – aggiunge Festelli – ma non c’è nulla di scontato. È necessario attendere i decreti attuativi e leggerli attentamente».
L’attesa. I decreti che dovrebbero arrivare sono due: uno metterà nero su bianco quali sono i requisiti per accedere ai rimborsi, l’altro definirà la procedura e i meccanismi con cui funzionerà il fondo pensato dal Governo in favore di chi ha investito in obbligazioni subordinate delle quattro banche. Per il momento non ci sono. Roberto Nicastro, presidente delle quattro good bank durante la trasmissione 2Next (Rai2), ha dichiarato. «L’arbitrato per l’indennizzo sarà avviato a breve, siamo in attesa del decreto a giorni». Attendiamo.
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