La manifestazione
Caos Peep Pizzetti Il M5s chiede commissione ad hoc
Il Movimento vuole chiarezza su alcuni passaggi del 2008 Gori: «Le famiglie hanno il diritto a una risposta chiara»
GROSSETO. Perché il 29 settembre 2008 il Comune, convocate le cooperative che avrebbero costruito al Peep Pizzetti, non le informò che le proprietarie del terreno, le sorelle Cavalli, avevano fatto causa al Comune per chiedere 22 milioni di euro per l’esproprio, invece degli 8,6 stabiliti da Comune? E perché non informò le cooperative dell’esistenza della stima fatta dalla Commissione provinciale espropri che quantificava l’indennità di esproprio in 16 milioni, poi riconosciuti dal giudice come cifra equa per l’espoprio?
Per il Movimento 5 stelle di Grosseto sono ancora «troppe le circostanze ancora da chiarire» sull’ingarbugliata vicenda in cui si sono ritrovati, loro malgrado, 335 proprietari di case del Peep Pizzetti, chiamati a pagare (insieme alle cooperative costruttrici) un maxiconguaglio da 7,2 milioni di euro.
Il M5s, che da tempo segue da vicino la vicenda, chiede perciò la creazione di una commissione d’indagine incaricata di far luce sulla vicenda.
La richiesta arriva dal portavoce del Movimento, il candidato a sindaco di Grosseto Giacomo Gori, sulla base dell’articolo 20 comma 5 dello Statuto comunale e dell’articolo 23 del Regolamento del consiglio comunale, che prevedono l’istituzione di commissioni ad hoc sull’attività dell’amministrazione.
«Dall’esame della documentazione acquisita relativa al procedimento di esproprio preordinato alla realizzazione dell’intervento Peep Pizzetti – spiegano dal Movimento – abbiamo avuto modo di riscontrare evidenti anomalie in ordine ai contenuti della convenzione sottoscritta dal Comune con i soggetti assegnatari dell’intervento il 29 settembre 2008 rispetto alle circostanze note a quella data».
In particolare, «non è dato comprendere – si legge nella richiesta – perché nella convenzione non siano state in alcun modo richiamate né l’azione giudiziale già intrapresa dalle sorelle Cavalli, né il parere espresso dalla commissione provinciale espropri». Né, prosegue la richiesta, «si capisce per quale ragione nella nota del settore tributi e patrimonio numero di protocollo 199220 datata 9 ottobre 2008 e inviata il successivo 22 ottobre l’informativa fornita alle cooperative in ordine all’azione intrapresa dalle sorelle Cavalli non abbia compreso l’indicazione dell’importo dalle stesse richiesto nell’atto introduttivo». E nemmeno qua è menzionato il parere della commissione provinciale espropri.
Il M5s chiede dunque un’indagine interna sull’azione dell’amministrazione.
La richiesta sarà sottoposta al presidente del consiglio comunale perché la inserisca all’ordine del giorno della prossima assemblea. «Le famiglie hanno il diritto a una risposta chiara, trasparente e lontana da ogni sorta di dubbio», dice il M5s. (f.f.)
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