Il Tirreno

Grosseto

Volantino diffamatorio: condannato

di Pierluigi Sposato
Volantino diffamatorio: condannato

Massa Marittima, operatore del Falusi era stato querelato da due colleghe fotografate ed “esposte” in pubblico

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MASSA MARITTIMA. Nel settembre 2011 una delle operatrici del geriatrico Falusi di Massa Marittima si era presentata dai carabinieri: «Due colleghi mi hanno detto che hanno trovato sul luogo di lavoro una foto che ritrae me e una mia collega, mentre siamo intente ad accudire un degente. E l’altra sera è venuto a casa mia un vicino che mi ha portato una foto identica a quella, messa su un volantino che lui ha trovato attaccato alla pensilina della fermata dell’autobus in via Risorgimento. Sul volantino c’è anche la scritta “Voce del verbo deridere”».

Era cominciata così la vicenda giudiziaria - nell’ottobre 2011 ne parlarono anche gli organi di informazione - che ha portato ieri alla condanna dell’uomo ritenuto responsabile della diffamazione, per essere stato l’autore della foto e aver affisso il volantino, con l’aggravante del mezzo di pubblicità. Marzio Delle Monache, 58 anni, di Massa Marittima, anche lui dipendente del Falusi, è stato condannato dal giudice Giovanni Puliatti a una multa da 2000 euro (pena sospesa). Delle Monache dovrà anche risarcire le due querelanti, Simona Baldanzi e Rita Parrini (infermiera e operatrice geriatrica - costituitesi parte civile con l’avvocato Alessandro Antichi), con 1.500 euro ciascuna per danno morale, più spese per 8.300 euro. Delle Monache era presente all’udienza, anche quando il viceprocuratore onorario Elena Bartalini aveva chiesto una condanna a 8 mesi. Assistito dall’avvocato Duccio Bari di Siena, l’imputato potrà proporre appello non appena (fra 45 giorni) saranno depositate le motivazioni.

La Procura aveva raccolto vari elementi convergenti verso Delle Monache. Le indagini dei carabinieri aveva consentito di stabilire che la foto con il paziente era stata scattata il 22 giugno precedente. Così erano stati recuperati anche i tabulati delle presenze del personale della casa di riposo, per stringere il cerchio sui sospetti. E l’accusa aveva concluso che poteva essere solo Delle Monache l’autore dello scatto: non ci potevano essere altre persone a quell’ora, né dipendenti né (non erano ancora le 8 del mattino) familiari dei degenti in visita. Il paziente stesso aveva dato alcune indicazioni, una delle operatrici aveva sentito un “clic” di uno scatto fotografico, probabilmente quello di un telefono cellulare. E se si vedono dei volti sorridenti nella foto, era stata la spiegazione delle querelanti, non era affatto per derisione: le operatrici si stava adoperando per allietare la persona degente, dicendo delle battute che avevano portato il paziente a sorridere.

Pacifici, perché ammessi anche dalla difesa, i dissapori esistenti già all’epoca tra i protagonisti della vicenda. Ma il difensore di Delle Monache nell’arringa ha sostenuto la strumentalità della denuncia, oltre che l’insussistenza di veri elementi di prova nei confronti del suo assistito.

Sullo sfondo vi sarebbe stata un’altra vicenda, la denuncia per i presunti maltrattamenti di pazienti dello stesso istituto, una vicenda che vede lo stesso Delle Monache imputato insieme ad altri due colleghi in un procedimento penale ancora in corso. Un procedimento aperto nell’agosto 2011, dunque di poco precedente all’episodio del volantino.

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