Il Tirreno

Grosseto

Orti sociali con wifi e giornali Al via la rivoluzione green in città

di Francesca Ferri
Orti sociali con wifi e giornali Al via la rivoluzione green in città

La Regione stanzia 3 milioni per coltivare aree verdi urbane: priorità ai giovani e spazio agli over 65 La novità riguarda Grosseto, Castiglione della Pescaia, Massa Marittima e Semproniano

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GROSSETO. Coltivare zucchine nell’aiuola davanti casa, innaffiare spinaci ai giardinetti pubblici, zappare intorno ai carciofi al parco. Nulla di strano: nei prossimi anni saranno scene del tutto naturali a Grosseto, Castiglione della Pescaia, Massa Marittima e Semproniano. Naturali è la parola giusta visto che l’iniziativa, di respiro regionale, mira a migliorare le abitudini di vita e alimentari dei cittadini creando orti in città e nei paesi in aree di proprietà del Comune o della Regione.

Si chiama “Centomila orti in Toscana” e nasce dal programma di governo approvato con risoluzione del consiglio regionale lo scorso giugno che ha individuato venticinque iniziative da lanciare nei primi cento giorni di governo. Grosseto è stata tra le capofila con Firenze, Bagno a Ripoli, Siena, Lucca e Livorno.

In provincia di Grosseto sono sei i comuni che vi aderiscono (quelli sopra citati) e ieri la giunta regionale ha approvato le linee guida per la realizzazione del progetto. Firenze vi crede molto e ha stanziato quasi 3 milioni di euro da usare da qui al 2018 per dotare gli orti di acqua e altri servizi.

Gli orti saranno messi a bando e verranno gestiti da cooperative o associazioni con una priorità per i giovani sotto i 40 anni (l’iniziativa rientra nell’ambito dei progetti di Giovanisì), fermo restando che tutti i cittadini potranno farne richiesta. Gli orti saranno infatti assegnati in base a una graduatoria: a chi ha meno di anni saranno dati 40 punti; a chi ne ha più di 65 saranno dati 35 punti; a chi ha tra 41 e 64 anni, 25 punti. Disoccupati ed esodati avranno altri 15 punti, e punti in più andranno anche a chi ha figli. Ieri la giunta regionale ha approvato sia il modello di bando che permetterà ai Comuni di selezionare i soggetti che gestiranno i vari complessi di orti, sia quello che servirà ad assegnarli ai cittadini.

«Vogliamo ottenere un miglioramento della salute dei cittadini e contribuire al mangiare sano – spiega il governatore Enrico Rossi – ma anche creare luoghi di aggregazione e di socialità che verranno frequentati da pensionati e da giovani agricoltori, spazi facilmente raggiungibili. Uno dei servizi che garantiremo è il collegamento wifi. Saranno insomma orti digitali, orti 2.0 collocati spesso nelle vicinanze dei centri storici».

I singoli orti avranno una dimensione tra i 50 e un massimo di 100 metri quadrati, i complessi di orti ne conterranno tra i 20 e i 100, mentre ai Comuni andrà un finanziamento compreso tra i 50 e i 100.000 euro.

«Adesso non resta che identificare le aree dove realizzare gli orti – spiega l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tei – Ma attraverso l’articolo 88 del Regolamento si possono approvare progetti di orti nelle aree a verde pubblico. Quindi, siamo pronti». Tra l’altro la variante al Ru prevede anche nuove regole per la costruzione di annessi e pozzi.

«Ho avuto il privilegio di essere tra i primi firmatari del protocollo – spiega l’assessore al Patrimonio Paolo Borghi – e sono molto soddisfatto. Sanno orti dove ci sarà anche un punto di aggregazione per giocare a carte, leggere il giornale e così via. I tecnici del Patrimonio hanno contribuito alla stesura dei testi. A fine febbraio la Regione erogherà i finanziamenti. È un altro punto qualificante del programma che abbiamo realizzato».

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