Il Tirreno

Grosseto

Regole per le primarie Corsa a ostacoli nel Pd

di Gabriele Baldanzi
Regole per le primarie Corsa a ostacoli nel Pd

Tutti pronti, ma il via libera ufficiale slitta tra una richiesta di chiarimenti e l’altra Ormai però il percorso è delineato: nessuno dei pretendenti sarà escluso

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GROSSETO. «Se si continua così, a rimandare le decisioni, a leggere, rileggere e mettere in dubbio statuti, regolamenti e circolari, finisce che le primarie di coalizione, invece che il 6 marzo, le faremo il 6 maggio, ammesso che ci siano ancora candidati disposti a correre».

L’ingegner Riccardo Vannozzi, una delle poche colombe del Pd grossetano, responsabile dell’organizzazione del partito, è solitamente molto chiaro e pacato, ma ieri – di fronte all’ennesimo problema – ha prima deciso di passare la palla al Regionale e poi lasciarsi andare a un comprensibile sfogo.

Ovviamente gli altri partiti della coalizione non c’entrano nulla. Tutto nasce (e muore) dentro al Pd. Ma qual era il problema? Nel partito delle regole, il problema non poteva essere che una regola.

Facciamo chiarezza. È tutto (quasi) a posto per quanto concerne l’impianto regolamentare delle primarie di coalizione. Manca invece l’ultimo passaggio sulla selezione dei candidati espressione del Partito democratico.

Già da giorni circolavano interpretazioni molto distanti e ieri il dirigente Luigi Bellumori ha deciso di spazzare via le incertezze e inviare ai segretari, al responsabile dell’organizzazione e ai livelli regionali una breve nota-quesito per ottenere informazioni rispetto a quale “carta” si dovesse far riferimento per scegliere il rappresentante (o i rappresentanti) del Pd per le primarie di coalizione.

Un dubbio legittimo, visto che sul nuovo sito nazionale il regolamento quadro per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali (risalente al 2009, ma ripubblicato nel 2015) parla di un solo portabandiera, con la necessità di scozzare le carte in famiglia in caso di due o più pretendenti.

Per fortuna così non è. Lo hanno chiarito da Firenze, a stretto giro di mail, precisando che nel 2010 la direzione nazionale riaprì le primarie di coalizione a più di un candidato Pd, alzando però l’asticella per partecipare. Borghi, Mascagni (e un eventuale terzo incomodo, si continua a vociferare del possibile ingresso in campo di Valerio Pizzuti) potranno quindi essere della partita.

Le certezze, dicevamo, riguardano invece il regolamento delle primarie, sebbene ancora in bozza. Si tratta di un documento di quindici pagine, suddiviso in otto capitoli, all’interno del quale si dettagliano le modalità di partecipazione e svolgimento.

All’articolo 14 si legge che le candidature possono essere avanzate in tre modi diversi. Dai partiti della coalizione nelle forme previste dagli statuti interni; dalle cosiddette liste civiche facenti parte della coalizione accompagnando il nome con almeno 500 firme di cittadini elettori non iscritti ad alcun partito; infine i candidati possono essere proposti da un numero di cittadini pari al 3% degli aventi diritti al voto nel territorio comunale di Grosseto. La quota di partecipazione resta fissata a due euro da versare contestualmente al voto. I seggi, che verranno individuati dopo l’insediamento del comitato organizzatore, resteranno aperti dalle 8 alle 22. Previsto anche un tetto alle spese di campagna elettorale dei candidati: diecimila euro.

Nel regolamento, che dovrà essere sottoscritto anche dai candidati oltre che dalle forze politiche, si mette in evidenza come la campagna elettorale dovrà basarsi su un confronto leale.

Domani sera dovrebbe esserci l’ultimo passaggio decisivo interno al Pd, poi - dalla prossima settimana, presumibilmente - si procederà all’insediamento del comitato. Quindi un’altra settimana per raccogliere le firme e avanzare la candidatura, infine la campagna vera e propria. Anche volendo, per litigare mancherà il tempo. In tutto il male c’è un po’ di bene.

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