Sicurezza
Personale del 118 aggredito in servizio
Grosseto, l’ambulanza parcheggiata davanti alla casa di una paziente creava disagi: in tre si scagliano contro medici e infermieri
MONTEPESCALI. Ci sono situazioni di pericolo che un soccorritore che lavora al 118 sa gestire. Ci sono pazienti, certe volte, che perdono il senno e aggrediscono medici e infermieri. O parenti. Ma che tre automobilisti si siano scagliati contro il personale del 118 che questa mattina, giovedì 4 febbraio, era arrivato con l’ambulanza a Montepescali, è stato un evento che non poteva essere calcolato.
Tutto è cominciato con la chiamata alla centrale operativa del 118 da parte di un’anziana che abita nel borgo medievale e che aveva alcuni problemi respiratori. L’ambulanza si è fermata davanti all’abitazione della donna: in casa sono entrati un soccorritore, un medico e un infermiere. L’autista del mezzo di soccorso era rimasto vicino all’ambulanza. Poi, anche lui, è salito in casa della donna con il telo per portarla fino all’ambulanza. Non c’è stato bisogno del ricovero e il personale del 118 è uscito da quella casa. Ma quando è arrivato all’ambulanza per ripartire, è stato aggredito da tre automobilisti che non avevano digerito troppo bene l’attesa. Venti minuti, durante i quali il mezzo di soccorso, parcheggiato in uno stallo davanti all’abitazione dell’anziana, aveva creato qualche disagio al traffico.
I tre automobilisti sono scesi e hanno cominciato a offendere i soccorritori fino a quando, uno di loro, ha preso il portafogli che aveva in tasca e lo ha lanciato contro la dottoressa. Il medico è salito sull’ambulanza e si è chiusa dentro mentre l’autista, l’infermiere e la giovane soccorritrice che era con loro sono rimasti fuori. Offese, tante. Il personale del 118 è riuscito a prendere i numeri di targa e a segnalarli ai carabinieri che hanno convocato gli automobilisti in caserma.
«A volte ci troviamo a fronteggiare situazioni di pericolo - dice Robusto Biagioni, responsabile del 118 - e sappiamo che gli interventi che comportano la sosta del mezzo di soccorso possono creare disagi. Ma quello che è successo a Montepescali non è giustificabile: siamo rimasti molto male. Quelle persone sapevano comunque che non eravamo lì per divertimento».
Mancanza di senso civico e di rispetto verso gli altri: è questo il commento di Enrico Desideri, direttore generale della Usl Toscana sud est. «I medici e il volontario stavano facendo il loro dovere, peraltro su un codice giallo e su una paziente con difficoltà di mobilizzazione e trasporto - aggiunge - che richiedeva la presenza di tutto l’equipaggio all’interno dell’abitazione e la massima vicinanza possibile dell’ambulanza. Il comportamento tenuto da alcuni automobilisti è inaccettabile ed è nostra intenzione agire di conseguenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
