Sicurezza
La Maremma piange “Arky” Villani
L’architetto piombinese ucciso da un infarto a Manama, nel Bahrein. Lutto a Grosseto, città della sua amata Stella
PIOMBINO. Se ne è andato nel sonno, a migliaia di chilometri da casa. E’ volato via a cinquant’anni, con ancora tanta strada da fare, tanta vita da vivere, tanti sogni da coronare compreso il matrimonio con la sua amatissima Stella. Gianluca Villani, architetto e giramondo, “Arky” per i tanti amici compresi quelli di Facebook, è morto ieri mattina nel suo letto a Manama, nel Bahrein, dove si trovava per lavoro. A ucciderlo sembra che sia stato un infarto. Villani soffriva di cuore, era in cura per una miocardiopatia dilatativa. Ogni volta che rientrava in Italia si sottoponeva ai controlli di routine. Ma poi ripartiva sempre perché il lavoro era il lavoro e lui, il proprio lavoro, lo amava. Ed era ricambiato: stimato, rispettato, rimpianto da tutti.
Dopo un periodo milanese, negli ultimi anni la sua attività professionale lo aveva portato nei Paesi arabi, nel Golfo persico. E da un mese era tornato nel Bahrein, dove lavorava a un importante progetto per conto della indiana Steeltech. Progetti, cantieri, disegni, grattacieli, magazzini, camere di albergo. Era questa la sua vita professionale. Un mese o due fuori, poi il rientro in Italia. A Piombino, dove era nato. E a Grosseto, dove vive Stella Tonini, il grande amore della sua vita. Gianluca e Stella, una super coppia di cuori, uno più bello dell’altra. Progettavano di sposarsi. Ma “Arky” è stato tradito dal cuore, quel cuore grande che non solo i colleghi ma anche i tantissimi amici conoscevano bene.
Villani architetto, dunque. Ma anche appassionato di musica, anzi un vero intenditore oltre che ex bassista, fan dei Depeche Mode e di Peter Gabriel, tifosissimo della Fiorentina, Gianluca era tante altre cose. Aveva lo sguardo spalancato sul mondo, con quegli occhi azzurri e la faccia un po’ così. Una personalità forte, coraggiosa, che non si tirava indietro nelle discussioni e sapeva prendere posizione. Non era uno che le mandava a dire, ma sapeva argomentare. Apparentemente ruvido, in realtà sensibile e profondo. Spesso tenero. Sapeva toccare le corde dell’amore e dell’amicizia. Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, di parlarci, ha subìto il suo fascino. E oggi lo piange.
Figlio di Marcello e Luigina, fratello di Stefano (veterinario a Piombino), Cristina (che vive con il marito ad Abu Dhabi, negli Emirati arabi), Gianluca faceva parte di una famiglia conosciutissima a Piombino. Tra i cugini, Riccardo Villani, l’ex vigile urbano e allenatore scomparso tre anni fa, pure lui per un infarto.
Anche Gianluca sapeva che il proprio cuore non era perfetto. Si teneva sotto controllo, ma continuava a vivere la propria vita. Frenetica, faticosa ma appassionante. A inizio gennaio era ripartito per il Bahrein e a fine febbraio sarebbe dovuto tornare a Piombino. A Manama divideva un appartamento con un collega, un altro piombinese, Claudio Pedroni. La sera prima, martedì, Gianluca si era sentito al telefono con Stella. Come sempre. Poi era andato a dormire. Di solito era il più mattiniero. Ma ieri Claudio, quando si è svegliato, ha visto che l’amico era ancora a letto. Così è andato in cucina a preparare il caffè. Poi è tornato in camera a chiamarlo. Gianluca però era già morto. Erano le 7,30. Prime telefonate in Italia e poi la notizia è arrivata a Piombino. E ha sconvolto tutti. Gianluca era l’immagine della voglia di vivere. E di vivere bene, quasi in modo sfacciato. Bello, intelligente e di successo. E innamoratissimo. Stella si è imbarcata sul primo volo per il Bahrein. La famiglia ha avviato le pratiche per il rimpatrio della salma. Dovranno passare alcuni giorni per i funerali.
Ciao, caro Arky. Mancherai molto. Moltissimo.
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