Il dolore
Gli studenti in prima linea nella protesta
I ragazzi del Nautico in piazza per il loro futuro E dagli organizzatori un assegno per la scuola
PORTO SANTO STEFANO. Oltre 300 naviganti in piazza in nome della marineria italiana. Il piazzale Candi di Porto Santo Stefano, ieri mattina, ha visto la presenza di numerosi addetti ai lavori, divisi tra rappresentanti delle associazioni, studenti dell’istituto tecnico Trasporti e Logistica e marittimi inferociti. La protesta, rivolta verso il Ministero dei Trasporti per cercare di aprire un tavolo di concertazione, potrebbe non essere però finita qua: potrebbe infatti approdare a Roma nel caso in cui non saranno soddisfatte le richieste di un’intera categoria.
«La convenzione è stata fatta a Manila nel 2010 – spiegano Maurizio Amato e Luigi Scotto, due degli organizzatori della manifestazione – e nel 2016 noi non sappiamo ancora come dobbiamo rinnovare i certificati, che scadranno in contemporanea il 1º gennaio 2017 a 60mila marittimi. Abbiamo organizzato questo movimento a Porto Santo Stefano perché il nostro paese vive sopratutto di mare. Perché non andare subito al Ministero? Ci abbiamo provato mille volte e ci hanno presi in giro, quindi abbiamo spostato l’attenzione nelle piazze. Dobbiamo far conoscere all’opinione pubblica cosa ci sta succedendo. Anche i ragazzi del Nautico avranno grosse difficoltà».
Proprio alla scuola è andato un assegno simbolico di 1000 euro, raccolti dall’associazione marittimi e dalla Italian Yacht Masters per le spese legali della categoria nautica, al fine di istituire un corso di sicurezza marittima per i ragazzi che frequentano l’istituto.
«Combattiamo per i nostri diritti – dice la rappresentante degli studenti, Valeria Picchianti – perché ci sentiamo privati del futuro che vogliamo. L’unico modo che abbiamo per far capire a tutti che esistiamo anche noi giovani è venire a manifestare. Speriamo che questa situazione cambi».
«Bisogna contrastare l’idea che i marittimi italiani siano merce sacrificabile», aggiunge il comandante Maurizio Capitani, rappresentante della Italian Yacht Masters. «La nostra battaglia è iniziata oltre un anno fa, è impensabile che i nostri amministrativi stiano ancora indugiando per definire e pubblicare i decreti attuativi per una normativa internazionale del 2010. Come Italian Yacht Masters, continueremo a investire nella formazione dei giovani cadetti, accogliendoli a bordo per stage formativi».
Interviene anche il senatore di Sel Massimo Cervellini, vicepresidente della commissione trasporti, infrastrutture e lavori pubblici. «L’Italia a differenza degli altri Paesi – dice – non tutela i propri marittimi, né i tanti giovani che vogliono intraprendere questa carriera. L’adeguamento alle convenzioni internazionali sta avvenendo in modo errato e con clamorosi ritardi. Sul tema abbiamo già depositato un’interrogazione al Ministro dei Trasporti e mi metto a disposizione per sostenere l'eventuale richiesta di audizione di una rappresentanza del comparto dei marittimi in Commissione Lavori pubblici».
ALTRO SERVIZIO A PAGINA 10
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
