Il dolore
«Beffati dalle banche: io lotto da 20 anni»
Monaci, l’imprenditore amiatino che ha perso 1 miliardo di lire: «Speriamo che ora succeda qualcosa»
CASTEL DEL PIANO. «Speriamo bene. Speriamo non facciano a questi cittadini quel che hanno fatto a me». Mentre in Italia sono centinaia i clienti che stanno facendo denunce nei confronti delle banche, a Castel del Piano Mario Monaci guarda con amarezza ai cittadini rimasti con il cerino in mano.
Monaci è un imprenditore fallito 20 anni fa e che ancora rimugina su una situazione che non ha mai digerito e che nessuno si è preso la briga di spiegargli.
«Al centro del mio fallimento – racconta per l’ennesima volta – ci furono le banche, che io denunciai facendo nomi e cognomi. Macché, tutto vano. La mia richiesta di giudizio fu archiviata e la mia segnalazione definita “contro ignoti”. Tutti sono stati sordi alle rimostranze di una persona che ormai da più di 20 anni porta avanti una battaglia terribile per dimostrare di essere dalla parte della ragione? Non voglio soldi, non voglio nulla, solo una sentenza che mi dia finalmente ragione. Sostengo che mi è sparito più di un miliardo di vecchie lire».
Un appello, accorato e rabbioso insieme, alimentato da anni e anni di guerra nell’intricato mondo della giustizia, una storia che ha del surreale, quella di Monaci, che col suo fascicolo alla mano che ormai sa a memoria racconta il suo calvario.
«Dopo il fallimento – racconta Monaci – ho presentato un esposto querela alla procura di Genova contro banche, giudice, avvocati, elencando nomi cognomi, indirizzi e cifre derubate. Risposta? Fu chiesta l’archiviazione contro ignoti, quegli ignoti di cui avevo fornito generalità e indirizzi. Ho denunciato la cosa al presidente Repubblica e al Consiglio superiore della magistratura che per la terza volta mi risponde di aver passato la pratica alle varie commissioni. Quali? Perduto tutto nei meandri della burocrazia. Quella di cui ho notizia, la penultima denuncia del 27 novembre 2012, esaminata dal presidente della I commissione la “stanno ancora esaminando”».
Monaci non si dà pace e chiede a gran voce: «Che fine hanno fatto i soldi che mi hanno rubato?». Monaci urla a tutti il suo sdegno e sono 20 anni che trascorre la vita fra incartamenti e burocrazia in una battaglia che non è più solo personale. È vicepresidente dell’associazione Diritti violati che raccoglie i tanti che come lui pensano di non aver avuto giustizia e risposte esaurienti.
«Sono solo un povero Cristo a cui nessuno presta orecchio. Possibile, afferma, che a nessun magistrato interessi indagare? Forse adesso, visto che in tanti stanno additando le banche, qualcuno si sveglierà. Io ci ho messo la faccia, fornisco indirizzi, nomi e denunce, mi vedo archiviare o ignorare le cose che ho documentato. Vorrei che prima di morire mi dicessero: “Aveva ragione”. Tutto qui».(f.b.)
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