Il Tirreno

Grosseto

Un patto tra uomini e donne per evitare un’altra Colonia

Un patto tra uomini e donne per evitare un’altra Colonia

GROSSETO. Un patto con gli uomini, affinché comincino a pensare a un modello diverso da quello patriarcale nella costruzione di una famiglia e nelle relazioni con le donne. È questo il tassello...

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GROSSETO. Un patto con gli uomini, affinché comincino a pensare a un modello diverso da quello patriarcale nella costruzione di una famiglia e nelle relazioni con le donne. È questo il tassello mancante dell’evoluzione sociale, per le donne che hanno deciso di scendere in piazza Dante domani alle 10,30 unendosi idealmente in un girotondo di amore e speranza con le donne di Colonia che hanno dato il la all’iniziativa Europea. “No al sessismo, no al razzismo” è lo slogan con cui hanno manifestato le donne a Colonia dopo le brutali violenze del 31 dicembre; giustamente a significare la stessa natura dei due fenomeni: quello degli uomini, che concepiscono le donne solo come oggetto di proprietà e le eliminano quando queste si affrancano (il femminicidio docet) o, nella migliore delle ipotesi, le considerano delle minori a vita da tutelare; quello dei "puri" di turno (nazisti, razzisti, integralisti), che per affermare la propria identità hanno bisogno di eliminare/inferiorizzare tutti i diversi.

Ad aprire una riflessione seria su questi temi sono le associazioni Olympia De Gouges,Raccontincontri, Centrodonna, l’Arci, la Rete antidiscriminazione Grosseto, le commissioni di pari opportunità della Provincia e del Comune, lo Spi Cgil, Amnesty international, l’Arcigay e il Forum cittadini del mondo.

«Oggi a Colonia si festeggia proprio il carnevale delle donne - spiega Giuliana Gentili del Centro donna - e per questo appuntamento è stata lanciata l’iniziativa di organizzare un sit in in ogni città per ricordare quello che è successo la notte dell’ultimo dell’anno in Germania». Le associazioni che hanno aderito alla manifestazione hanno le idee chiare sulle cause che hanno portato a quella notte di violenza e follia. «Il problema sta in una sessualità maschile che ha bisogno di nutrirsi di dominio sull’altro - dicono - Non facciamo sconti a nessuno su questo piano: né all'Islam né all’Occidente. Senza nulla togliere alla gravità dei fatti di Colonia, dobbiamo ancora una volta rimarcare l’ardore delle voci maschili quando si può stigmatizzare la violenza sulle donne fatta in luoghi pubblici, da parte di uomini “altri”, a fronte del silenzio sulla violenza che è la prima causa di morte per le donne, nel mondo, quella perpetrata nelle case o in luoghi amici, da parte di maschi parenti o sodali».

La violenza del branco deve essere condannata senza se e senza ma. «È giunto il tempo in cui gli uomini prendano le distanze, pubblicamente e individualmente, dalla cultura patriarcale - dice ancora Gentili - che desiderino ridefinire un patto tra donne e uomini alla luce del rispetto reciproco e del riconoscimento delle differenze. Come donne siamo impegnate a declinare e valorizzare il principio femminile della relazione, che ci viene dalla esperienza, reale o simbolica, di contenere l’altro, di alimentarlo».(f.g.)

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