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Sindacati all’attacco «Consegne a rilento e personale all’osso»

GROSSETO. «Ogni giorno riceviamo molte segnalazioni da tutta la provincia: le corrispondenze vengono recapitate ai cittadini con notevole ritardo e di conseguenza fatture, bollette, inviti e quant’alt...

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GROSSETO. «Ogni giorno riceviamo molte segnalazioni da tutta la provincia: le corrispondenze vengono recapitate ai cittadini con notevole ritardo e di conseguenza fatture, bollette, inviti e quant’altro giungono a domicilio scadute, nell’indifferenza più totale della dirigenza».

Basterebbe questo, per Confsal Comunicazioni, per ritenere «tragica» la situazione del servizio di recapito a Grosseto e provincia, come scrive l’organizzazione sindacale in una nota firmata da Doriano Orlandini. Ma c’è dell’altro. C’è ad esempio «la carenza di postini per posti rimasti vacanti per pensionamenti, lunghe malattie, infortuni, maternità e altro». C’è anche che «i postini in servizio non possono bussare più, in quanto questa azienda non riesce più neppure a garantire la dotazione dei mezzi meccanici per andare a consegnare la posta e i portalettere sono costretti a coordinarsi da soli, costretti a utilizzare una sola auto per servizi più zone di recapito». Con massimo disagio nelle zone di montagna.

C’è anche, aggiunge Confsal Comunicazioni, che «a complicare ancora di più il ritardo della consegna è la cronica carenza del personale addetto alle lavorazioni interne, il quale non ce la fa più a ripartire la posta in tempo utile, a registrare gli oggetti a firma che rimangono giacenti per lungo tempo e a completare tutti gli adempimenti conseguenti nell’orario di lavoro d’obbligo».

E allora, scrive Orlandini, «come organizzazione sindacale ci chiediamo come si possa pretendere la qualità del servizio quando zone di recapito scoperte e giacenze di posta imbarazzanti diventano la quotidianità e non l’eccezione, nei centri di recapito».

Confsal punta il dito contro i «10 milioni di euro spesi in campagne pubblicitarie. Ma non sarebbe stato meglio usarli per i servizi? Se dopo 150 anni di monopolio nel servizio della distribuzione della concorrenza ancora oggi non si capisce bene come far funzionare la macchina, allora è un problema che va addebitato alla dirigenza». Il servizio, a dispetto di quanto reclamizzato, osserva Orlandini, non funziona affatto bene.

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