Il dolore
Infissi in alluminio Si pensa alla modifica del regolamento
L’opposizione attacca: «Alla Fenice sono ancora al loro posto» L’hotel ha fatto ricorso al Tar che ha concesso la sospensiva
MASSA MARITTIMA. I serramentisti della Cna hanno incontrato il sindaco di Marcello Giuntini per valutare la possibilità di installare, anche nel centro storico massetano, degli infissi in alluminio. Possibilità, questa, che si scontra con i vincoli imposti dal piano urbanistico del centro storico.
I rappresentati provinciali di Cna Tortelli, Sellari e Pellegrini hanno presentato all’amministrazione tutte le nuove tipologie di infissi metallici, auspicando che nel regolamento urbanistico del Comune vengano inserite in futuro delle prescrizioni meno rigide per quanto riguarda l’apposizione di infissi e portoni non in legno.
«Da parte dell’amministrazione – aveva dichiarato in passato Giuntini – c’è senz’altro un’apertura, anche se ci riserviamo di analizzare bene il tema, molto delicato, viste le caratteristiche della città. Ci troviamo in un contesto di grande pregio storico, architettonico, monumentale, culturale e paesaggistico e la necessità primaria è quindi quella di conservarne la qualità: per questo ci sarà utile nei prossimi mesi raccogliere materiale, confrontarci con altre realtà simili alla nostra, come Volterra, San Gimignano o altri borghi medievali e, perché no, ad una città storica come Siena».
Ma la lista civica di Massa Comune, denuncia oggi un fatto che si lega a questa vicenda: «il Park Hotel la Fenice di Massa Marittima – dice Gabriele Galeotti – una bella struttura ottocentesca del centro storico di proprietà della famiglia Manzi, ha una trentina di infissi in alluminio anodizzato, noi abbiamo fatto presente la cosa e il Comune ha emesso un’ordinanza per farli rimuovere. Sono passati novanta giorni e gli infissi si trovano ancora lì, anzi, con molta probabilità il prossimo regolamento urbanistico prevedrà l’utilizzo di questi nuovi materiali, che certo non si addicono ad un centro storico. Ma le ordinanze non sono retroattive e quello del Park Hotel la Fenice rimarrà un abuso edilizio».
Marcello Giuntini, sulla questione dell’hotel però precisa: «quella degli infissi in alluminio e quella della Fenice sono due questioni ben distinte. La seconda riguarda un abuso edilizio trattato come tutti con un’ordinanza di rimozione, alla quale il proprietario ha risposto con un ricorso al Tar con richiesta sospensiva, la seconda riguarda invece una questione per il futuro della città. Da affrontare anche tramite il Pit, il piano di indirizzo territoriale. Oggi i nuovi infissi in alluminio sono molto simili agli originali in legno e richiedono una manutenzione ben diversa; ma è una questione delicata che andrà discussa con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e poi con la Regione».
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