Attenzione
Denunce incrociate, doppia assoluzione
Il giudice proscioglie un imprenditore accusato di ingiurie e il militare presunto amante della moglie
GROSSETO. Salomonicamente, il giudice ha assolto tutti e due, che si erano denunciati in forma incrociata per reati diversi, a mo' di vendetta. Il marito aveva denunciato il presunto amante della moglie per violazione di domicilio. Il presunto amante aveva portato in aula il marito di lei per una frase ingiuriosa pronunciata davanti ad altre persone («sento puzzo di m…») e presumibilmente riferita a lui che stava passando lì davanti. Per l'amante presunto, un militare trentenne, il fatto non costituisce reato. Per il marito, un imprenditore sessantenne, perché il fatto non sussiste.
Si sono conclusi così i procedimenti paralleli che erano sfociati davanti al giudice Marco Mezzaluna. Nell'ultima udienza, il viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo, convinta delle risultanze emerse nel dibattimento, aveva chiesto l'assoluzione per l'accesso abusivo in casa e una condanna a 6 mesi per le offese. C'è attesa adesso per il deposito delle motivazioni.
Una storia complessa, che nemmeno il confronto in aula tra i protagonisti era riuscito a districare. Perché ciascuno era rimasto sulle sue posizioni: il marito assolutamente del parere, anche attraverso una foto pubblicata su Facebook, che il militare fosse l'amante della moglie: un convincimento maturato quando l’uomo aveva scoperto che nell’Ipad che la coppia usava per lavoro c’erano dei messaggi amorosi che la moglie e il militare si erano scambiati. La donna che ha ribattuto fino allo sfinimento che con quel giovane, amico soprattutto dei suoi figli, c'era solo e soltanto un'amicizia, oltre a un contratto di affitto per un'abitazione diversa chiaramente da quella della coppia.
Una storia di gelosia innestatasi su un rapporto turbolento, al punto che nell'estate 2012 erano addirittura arrivati i carabinieri a riportare la calma tra i coniugi, che più tardi si erano separati. Un processo che secondo la Procura nemmeno doveva aprirsi: per la violazione del domicilio era stata chiesta l'archiviazione ma il gip aveva disposto comunque la celebrazione del dibattimento, ravvisando i presupposti della necessità di un approfondimento. E così ci sono state le udienze per ascoltare i protagonisti e anche i figli della coppia. Poi l’atto finale, per i due procedimenti.
Pierluigi Sposato
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