Sicurezza
“Radici intelligenti” su Olivatessen
La rivista internazionale dedica un articolo al Museo dell’olio
SEGGIANO. Seggiano si affaccia su una vetrina internazionale con il suo olio, il frantoio storico ottocentesco coi macchinari d’epoca e le “radici intelligenti” che scrivono note musicali.
La prestigiosa rivista internazionale “Olivatessen”, pubblicata annualmente dalla casa editrice spagnola Mercacei, ha dedicato nel suo primo numero del 2016 in lingua inglese, un articolo incentrato sul “Museo dell’Olio e sulla cultivar Olivastra Seggianese”. Un bella soddisfazione per Seggiano, anche perché l’articolo mette in evidenza le peculiarità eccezionali del museo progettato da Stefano Scialotti e Gianandrea Gazzola, mentre Stefano Mancuso, direttore del Linv (Laboratorio internazionale impianto di neurobiologia) all’università di Firenze, è la persona responsabile del lato scientifico del progetto iniziato nel 2005 e inaugurato lo scorso anno sebbene alcuni aspetti siano ancora work in progress.
La rivista definisce il museo dell’olio di Seggiano «un vero e proprio museo vivente in continua evoluzione, che si concentra su olio d’oliva e uomo, fra agricoltura, natura, tradizione e avanguardia».
Il lungo exursus scientifico della rivista tocca la spiritualità francescana di Seggiano e gli uliveti secolari che piacquero anche al Granduca di Toscana. Il museo – spiega l’articolo – è concepito come un tour fisico e simbolico attraverso la sequenza di spazi o stazioni lungo il centro storico della cittadina e il paesaggio circostante attraverso varie tappe tematiche nella parte antica del paese.
Quello che incanta gli studiosi e gli esperti della rivista Olivatessen è il cisternone da poco restaurato. «All’interno di questa cisterna perfettamente conservata sono le radici di un’olivastra seggianese, tutti gli impulsi elettrici sono poeticamente tradotti in scrittura, in continuo mutamento, che può essere utilizzata come uno spartito musicale, ed è un’artistica interpretazione dell’attività neuronale della pianta». Grande meraviglia anche entrando al vecchio frantoio Ceccherini, «una vera macchina del tempo costruita attorno alle fasi del processo di estrazione dell’olio di oliva».
Il tour termina al Colombaio, il famoso convento francescano dove fu novizio San Bernardino, «un luogo dove i visitatori possono sperimentare il carattere sacro della tradizione di olio d’oliva e l’agricoltura, che rappresenta la sua continuità e vitalità oggi tra le valli della Toscana e alle pendici del Monte Amiata, a Seggiano». (f.b.)
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